Manno prosegue la battaglia per la diga sul Melito (VIDEO)

Il presidente del consorzio di bonifica è pronto ad una nuova mobilitazione: “Se entro una settimana non avremo risposte siamo pronti ad occupare il piazzale della cittadella regionale o la SS 106”

di Rossella  Galati
9 novembre 2017
15:24

Non è più disposto ad aspettare oltre il presidente del consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese Grazioso Manno, dopo l'ennesimo rinvio di un incontro al Ministero per il rifinanziamento e la realizzazione della diga sul Melito, per la quale necessitano circa 550 milioni di euro. Manno è certo che l'opera verrà inserita nella legge di stabilità 2018 "perché - dice - abbiamo trovato grande attenzione da parte di deputati e senatori di diversi colori politici. Non ci sono più ostacoli al rifinanziamento, a questo punto non ho alcun dubbio che vi sia la volontà di far realizzare ad altri l'infrastruttura idrica" ha dichiarato il presidente del consorzio incontrando i giornalisti a Catanzaro. Solo dieci giorni fa lo stesso aveva iniziato lo sciopero della fame, della parola e dei farmaci, un gesto eclatante che aveva sospeso dopo le rassicurazioni arrivate dal governo regionale in seguito al tavolo tecnico con il capo e vice capo di gabinetto del presidente Oliverio, Gaetano Pignanelli e Carmen Barbalace, e il dirigente generale della presidenza della giunta Domenico Pallaria. Da lì un appuntamento a Roma al Ministero delle Infrastrutture per mercoledì 8 novembre che però è saltato.

 

"A questo punto non abbiamo più tempo da perdere - ha affermato Manno - se entro una settimana non avremo risposte siamo pronti ad occupare il piazzale della cittadella regionale o la SS 106 insieme a tutti gli amministratori e agli agricoltori che stanno affrontando con noi questa battaglia".

Presto verrà presentato un dossier a Gratteri

Per fare luce sui 35 anni di attesa Manno fa sapere che presto presenterà un dossier al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Nel frattempo lancia una sfida a Oliverio e Delrio "che mi dicano dove incontrarci, sono disposto a raggiungerli anche a News York, purché mi facciano sapere il perché di questo loro silenzio".

 

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