L’incontro

Morti sul lavoro, Gratteri: «Non si può sacrificare la sicurezza per il profitto»

Il procuratore di Catanzaro a margine della tavola rotonda su legalità e sicurezza organizzata dalla Uil a Bologna: «Purtroppo gli organismi di controllo sono sempre pochi, rispetto ai cantieri»

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di Redazione
22 settembre 2022
17:50
Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

«La sicurezza sul lavoro è fondamentale perché il numero dei morti aumenta sempre più, perché c'è questa corsa alla competizione e al profitto, e si pensa poco alla sicurezza». Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, a margine della tavola rotonda su legalità e sicurezza organizzata dalla Uil a Bologna.

«Purtroppo gli organismi di controllo sono sempre pochi, rispetto ai cantieri. Poi adesso c'è stata questa impennata di partite Iva col 110, quindi questa corsa ad accaparrarsi i lavori, tutto questo porta ad un abbassamento della sicurezza. Bisogna investire nei controlli e creare anche un sistema di sanzioni proporzionato all'ingordigia del profitto».


All'incontro hanno preso parte anche il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. «In questa campagna elettorale non si è parlato di tante cose, non si è parlato di giustizia, e quindi anche di sicurezza sul lavoro», ha continuato Gratteri.

«Le mafie sono radicate al Nord, non infiltrate»

«La mafie sono molto presenti al Nord, soprattutto nelle aree ricche come l'Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto, perchè è molto più facile mimetizzare la ricchezza in queste zone ed è anche un buon investimento - ha affermato Gratteri -. Le mafie sono radicate al Nord, non sono infiltrate. Se non si fanno riforme proporzionate alle realtà criminali, se non si alza l'asticella perchè diventi non conveniente delinquere continueremo solo a parlarci addosso». 

Per Gratteri si parla di riforma della giustizia e di mafia «solo quando c'è il morto a terra, ma noi di morti a terra per mano mafiosa ne vedremo sempre meno, perchè le mafie sono qui per vendere cocaina e con quei soldi comprare tutto ciò che è in vendita». La crisi energetica, secondo il procuratore, può aumentare la presenza delle mafie al Nord, «perché molti con la crisi non ce la faranno e dovranno svendere ciò che hanno a prezzi da outlet». E a chi gli chiede se il prossimo ministro della Giustizia dovrà segnare una svolta nell'azione di questo dicastero Gratteri risponde: «Ce lo auguriamo, ci auguriamo ci sia la volontà e il coraggio di creare nel rispetto della Costituzione un sistema proporzionato a questa realtà criminale, altrimenti non andremo da nessuna parte».

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