Ponte Stretto, siglato patto da consegnare a Draghi. Spirlì: «È un dovere dell'Europa»

VIDEO | A Villa San Giovanni i parlamentari calabresi e siciliani hanno deciso di fare squadra per passare dalle parole ai fatti e realizzare l’importante infrastruttura

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di Elisa Barresi
7 maggio 2021
14:03

Villa San Giovanni ha ospitato un evento che potrebbe diventare decisivo per la realizzazione del ponte sullo Stretto. Parlamentari di ogni colore politico, rappresentanti delle regioni e dei comuni, realtà produttive e territoriali e un team di esperti, sono intervenuti per sostenere le motivazioni del si alla mega struttura firmando un ‘Patto per il ponte’ da consegnare al presidente del Consiglio Mario Draghi. Superate le divisioni partitiche adesso tutti vogliono il ponte e i parlamentari calabresi si sono riuniti a Villa per abbandonare la posizione di neutralità e spingere il Governo a passare dalle parole ai fatti.

Ponte d’Europa

Tra i favorevoli non è mancato il presidente della regione Calabria Nino Spirlì che ha ribadito come «Realizzare il Ponte sullo Stretto non è una necessità locale, è un dovere europeo, italiano. Non si tratta – ha proseguito Spirlì – del ponte di Reggio o di Messina, questo è un ponte d’Europa, che collega i primi due territori del Vecchio continente per chi arriva dal mondo nuovo, l’Asia. Oggi si entra in Europa dal Canale di Suez e le prime terre che si incontrano sono proprio la Calabria e la Sicilia. Come si può non collegare l’ingresso di casa al resto dell’appartamento? Questa separazione – ha detto ancora il presidente della Regione – è una ferita che va sanata. Il Sud chiede considerazione. Questo non è un piccolo ponte tra due regioni italiane: è il biglietto da visita che l’Europa deve presentare al mondo.

Se vogliamo rimanere quello che siamo stati per secoli – ha concluso Spirlì – dobbiamo unirci al resto del mondo. Le persone e le merci devono camminare con sveltezza e con agilità su tutti i territori d’Europa. Da parte nostra, serve una marcia in più per staccare una impronta identitaria: questo deve diventare lo Stretto d’Europa. È il momento di essere pragmatici. Pubblico e privato devono incontrarsi per costruire, perché l’uno rafforza l’altro. Basta piagnistei, la nostra deve essere una pretesa istituzionale e sociale».


Volontà politica

Il senatore Marco Siclari e la senatrice Silvia Sono hanno dato vita all’incontro. L’intergruppo parlamentare “Ponte sullo Stretto: rilancio e sviluppo che parte dal Sud” è stato protagonista durante l’iniziativa. «Non è una questione di risorse ma di effettiva volontà politica- ha esordito la senatrice renziana Silvia Vono- e, in questo momento di maggioranza allargata, dobbiamo dare delle opportunità di crescita al nostro Paese. Il Ponte sullo Stretto è un’opera irrinunciabile per lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno che si riflette su tutta l’ Italia. Non riconoscerlo è un grave atto di miopia politica con conseguenze che purtroppo pagheremo noi nell’immediato e le nuove generazioni nel prossimo futuro. Nuove generazioni a cui bisogna dare la speranza e la fiducia di una ripresa vera.

Si tratta di una rivoluzione culturale che può avvenire solo se ci crediamo
. Oggi abbiamo stilato un documento condiviso, una sorta di Patto del Ponte che ci rende più forti e decisi a lavorare per il progetto “cantierato”. Non possiamo pensare che il Presidente Draghi e i ministri di competenza non comprendano l’ immensità di quest’opera e per questo chiediamo ufficialmente un incontro dove i documenti e gli studi effettuati dovranno essere messi sul tavolo di discussione e di decisione».

Superati gli schieramenti politici

Per il senatore Siclari si è dato il via a una «giornata per il sud che potrebbe essere riportata sui libri di storia perche è la prima volta nella storia repubblicana del nostro paese che tutti i parlamentari Calabria e Sicilia di tutti gli schieramenti politici, Fi, Pd, Iv, Fdi, M5s, Lega, si siedono attorno allo stesso tavolo per siglare il “patto del ponte”, quel ponte che deve permettere il passaggio dall’obbligo ad emigrare al diritto di rimanere, scegliendo di poter lavorare nella propria terra e mettere su famiglia.

Oggi discutiamo di sud pensando alle nuove e alle prossime che devono avere il diritto di scegliere di rimanere al sud non più sottosviluppato. Villa San Giovanni, una piccola cittadina di tredicimila abitanti, che sono certamente pochi rispetto a Roma Capitale che conta 3 milioni di abitanti, senza nulla togliere a Roma, diventa nel suo piccolo la capitale dell’Italia, perché sono proprio i tredicimila abitanti che mettono al servizio del paese il territorio per realizzare un’opera che rilancerà l’intero paese».

Patto del ponte

«Proprio da qui, dalla riva dello stretto, deve partire quel “patto del ponte”, senza distinzione di colore e dai rappresentanti delle regioni e dei comuni, che sottoporremo al ministro per il sud Mara Carfagna, al ministro delle infrastrutture e al presidente del consiglio Mario Draghi, persona seria e concreta, che rappresenta tutti al governo e che ha la nostra piena fiducia, affinché valuti l’inserimento della realizzazione del ponte dello stretto nei fondi pnrr considerando come detto prima che il progetto del ponte esiste ed è stato approvato ed è cantierabile da subito».
Per Siclari «è necessario arrivare allo sviluppo del potenziale finora inespresso dei nostri luoghi del nostro paese e che si può esprimere solo portando il sud in Europa grazie alla realizzazione dell’alta velocità e dell’alta capacita’ ferroviaria fino a Palermo attraverso il ponte dello stretto ed attraversando tutto il sud. Questo puo fare sviluppare i porti, il settore agroalimentare, il settore turistico, enogastronomico ed industriale del sud italia.

Dalle parole ai fatti

E dopo 60 anni di dibattiti, contese, progetti e soldi persi anche il senatore di Italia Viva Davide Faraone ha chiesto di passare dalle parole ai fatti: «Abbiamo perso tempo inutilmente con l’ennesima commissione, adesso basta dobbiamo mettere la prima pietra entro questa legislatura».

 

Giornalista
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