Infrastrutture Calabria

Porto Catanzaro, in attesa dei lavori nello scalo primi passi per ospitare imbarcazioni private

La partecipata del Comune ha presentato una manifestazione d'interesse per una superficie pari a circa 4mila metri quadrati in cui ospitare la nautica da diporto

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di Danilo Colacino
29 luglio 2021
09:50

Annosa vicenda pontili del porto di Catanzaro al capolinea? Lo sperano tutti o almeno in molti, non solo i diportisti quindi. E già, perché si sa bene come Sergio Abramo sulla strategica infrastruttura del quartiere Lido abbia sempre puntato parecchio, ma facendo flop. Un cruccio per il plurisindaco, che con il lungomare, peraltro impreziosito dal mosaico a vetro dell’architetto di chiara fama Francesco Mendini, si era appuntato una bella medaglia sul petto.

Fregio, per così dire, che non ha di certo potuto sfoggiare nel caso del porto. Un buco nell’acqua, viene da commentare con una battuta suggerita dall’argomento, per un primo cittadino del capoluogo che sul delicato tema l’ha spesso buttata in caciara, attribuendo colpe o almeno scaricato responsabilità del mancato avvio dei lavori di realizzazione - ora sulla vecchia Giunta regionale a guida Mario Oliverio (rea ad avviso abramiano di non sbloccare i fondi ad hoc) e poi sul governo nazionale per tramite del ministero dell’Ambiente (che ha imposto lo stop al progetto presentato da Palazzo De Nobili a causa della carenza della Valutazione d’impatto ambientale-Via). Addossata, pertanto, ad altre entità istituzionali a vario livello le decisioni che hanno favorito il nulla di fatto - o creato i presupposti per l’impasse - si è finora tentato di mascherare l’obiettivo bucato tra i mugugni dei diretti interessati soprattutto e qualche critica persino arrivata dai fiancheggiatori politici di Abramo (leggasi il consigliere comunale Eugenio Riccio), i quali una tirata d’orecchie al sindaco l’hanno fatta.


La novità decisiva

Ecco perché non può passare inosservato il rilevante dato - oltretutto con i crismi dell’ufficialità - della manifestazione d’interesse protocollata pochi giorni orsono (il 23 luglio) con il n. 102311. Il riferimento è all’atto che fa seguito alla domanda inoltrata lo scorso inizio mese dalla partecipata dello stesso Municipio, Catanzaro servizi spa, nella persona dell’amministratore unico Rosario Munizza che chiede «la concessione demaniale marittima per 5 anni e con un incremento percentuale sul canone demaniale tabellare di uno specchio d’acqua in un ambito portuale della superficie di circa 4mila metri quadrati da utilizzare per l’installazione di pontili galleggianti per la nautica da diporto al fine di espletare l’ormeggio di imbarcazioni».

Gli ulteriori dettagli dell’istanza

Ma poiché esiste per legge la necessità di un avviso pubblico per la generale concorrenza e trasparenza dell’attività amministrativa, nonché per il recepimento di eventuali richieste concorrenti, si legge nel testo del bando in questione: «Si invita quanti ne possano avere interesse, con i requisiti previsti per l’espletamento dell’attività oggetto dell’istanza entro le 12 del termine perentorio di 10 giorni dalla pubblicazione di tale avviso all’albo pretorio on line, a presentare osservazioni o domande concorrenti corredate dalla prescritta documentazione tecnico-amministrativa».

Il momento della svolta

Il settore di riferimento è ovviamente quello Patrimonio, che ha certificato come quest’estate dovrebbe essere l’ultima - anzi lo sarà - senza una “casa” per i diportisti della città e più in generale della fascia centrale della Calabria afferente al capoluogo. Chiunque possiede un “natante” da lasciare in… sosta non dovrà quindi più rammaricarsi del vulnus catanzarese dell’assenza di uno spazio idoneo malgrado ci si trovi in una città, anche per ammissione abramiana, vocata al turismo soprattutto per il mare da sogno. Uno splendido Ionio che bagna una Lido a cui, come premesso, il sindaco tiene in modo particolare. Peccato, tuttavia, che Abramo non vedrà i frutti dell’incessante impegno profuso, considerato come a breve andrà a occupare un posto ai piani alti della Cittadella. Nuova prestigiosa veste in cui potrà però battersi, non potendo di certo lasciare il suo capoluogo senza il porto dopo anni - anzi decenni e dunque non solo sotto la sindacatura corrente - di dibattiti pubblici, disamine, interventi nel civico consesso e chi più ne ha ne metta.

Dalle parole agli atti concreti

La realtà descritta è stata di chiacchiere e passerelle di nessun costrutto, ma dalla produttività pari allo zero. Meno male che ora invece, finalmente, si partirà a breve con un primo significativo passo per colmare una lacuna non da poco. Che - lo si ribadisce - ha di conseguenza provocato non soltanto le comprensibili lamentele della gente, anche attraverso gli immancabili canali social, ma pure sospetti, illazioni, speculazioni, fino al punto di far diffondere le solite incontrollate voci di corridoio su condotte non encomiabili da parte di alcuni soggetti presuntivamente interessati alla futura destinazione della superficie marina e di terra. Rumors consueti in occasioni come queste, del resto. La sostanza, però, è che ci sarà un deciso scatto in avanti.

 

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