Il porto di Gioia Tauro nel mirino degli investitori giapponesi

C’è interesse nei confronti dello scalo calabrese dopo l’esclusione dagli accordi per la Via della seta sottoscritti dall’Italia e dalla Cina. Ieri, il sopralluogo del direttore della Banca di Tokyo 

di Redazione
26 marzo 2019
11:16
Porto di Gioia Tauro
Porto di Gioia Tauro

C’è l'interesse di investitori giapponesi per il porto di Gioia Tauro, dopo la sua esclusione dagli accordi per la "Via della seta" sottoscritti dal governo italiano con quello cinese. Il direttore della sede italiana della Banca di Tokyo Mitsubishi UFJ, Kaneyiuki Iseda, ha visitato la sede dell’autorità portuale, per conoscere le strategie di sviluppo dello scalo, inserito in recenti accordi fra Icea-Assoporti e Uir tra le infrastrutture da visitare. Alla riunione ha partecipato il vicepresidente della Giunta regionale, Francesco Russo. 

Il Porto di Gioia Tauro

Lo scalo di Gioia Tauro, realizzato negli anni Settanta per servire il quinto centro siderurgico nazionale, mai costruito, funziona come porto container dagli anni Novanta ed è in questi giorni sotto i riflettori alla luce della crisi occupazionale che lo ha colpito ed ai movimenti di capitale intorno alla Mct, la società che lo gestisce, di cui la compagnia Msc potrebbe acquisire il controllo rilevando le azioni della Contship. La trattativa è in corso da alcune settimane.  Nell’illustrare le caratteristiche dello scalo, il commissario straordinario Agostinelli ha posto l’attenzione sulla dotazione infrastrutturale del porto, soffermandosi, altresì, sulle attività di sviluppo messe in campo dall’Ente per creare occasioni di ulteriore crescita. «Il nostro porto moderno e sicuro – ha spiegato Agostinelli – è collegato direttamente alle rotte dei traffici mondiali. Posto al centro del Mediterraneo, tra il canale di Suez e quello di Gibilterra, è in grado di ricevere e lavorare contemporaneamente tre mega portacontainer, grazie ai suoi profondi fondali di 18 metri». Agostinelli ha, quindi, illustrato le peculiarità del nuovo terminal intermodale che permetterà allo scalo di avere agevoli connessioni con l’entroterra, garantendo il passaggio delle merci dal mare al mercato terrestre attraverso le interconnessioni ferroviarie. Tra le altre attività in programma, il commissario straordinario dell’Autorità portuale ha descritto il progetto di realizzazione del bacino di carenaggio che, attraverso l’attività di manutenzione delle navi portacontainer, implementerà e diversificherà i servizi offerti dallo scalo.

La Zona economica speciale

Dal canto suo, il vicepresidente regionale Francesco Russo ha illustrato le peculiarità della Zona Economica Speciale, istituita in Calabria. In particolare ha illustrato le diverse aree che ricadono al suo interno, evidenziando i benefici fiscali e burocratici destinati alle imprese che decidono di fare i propri investimenti a Gioia Tauro e in tutta la regione.  Nel manifestare grande interesse per lo scalo di Gioia Tauro, il direttore Kaneyuki Iseda ha spiegato l’intenzione del suo Istituto di conoscere bene il territorio calabrese, al fine di poter concretamente creare le condizioni per dare vita a nuovi e futuri investimenti in Calabria. «Siamo impegnati – ha spiegato Kaneyuki Iseda - in un percorso di ricognizione nelle regioni del Mezzogiorno, e in particolare in Calabria, per selezionare aree e realtà dove poter destinare importanti investimenti di imprese giapponesi». L’incontro si è concluso con il sopraluogo all’interno del porto e nelle aree retroportuali nel corso del quale il direttore Kaneyuki Iseda ha potuto visitare il gate way ferroviario e alcuni capannoni disponibili per nuovi insediamenti imprenditoriali all’interno dell’area portuale.

 

 

 

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