Fase 2, a Praia protestano i cittadini: «Le ordinanze del sindaco rallentano la ripresa»

VIDEO | Questa mattina centinaia di persone hanno manifestato in piazza Municipio per chiedere la modifica o l'annullamento degli atti del primo cittadino che metterebbero a rischio la stagione turistica

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di Francesca  Lagatta
6 giugno 2020
16:52

«40 anni di potere, ora basta. Il Comune non è più la tua casa». E' uno striscione tenuto in piedi dai manifestanti in piazza Municipio a rappresentare in modo eloquente la vera anima dell'evento di questa mattina indicato come "ConTeStare" e promosso dal Sindacato Italiano Balneari": la città di Praia a Mare non vuole più il suo storico sindaco, Antonio Praticò, 80 anni da compiere il prossimo ottobre, al Comune dagli inizi degli anni '80 e incoronato primo cittadino per 4 mandati, l'ultima volta nel 2017. Da giorni nella città dell'isola Dino c'è caos, come forse non si era mai visto. A scatenarlo, due ordinanze di Praticò che, a detta dei manifestanti, impediscono il regolare avvio della fase 2 post pandemia e mettono a repentaglio l'imminente stagione turistica. Ma il disagio è generale, dicono gli intervistati, ed è sotto gli occhi di tutti. L'impressione è che le ordinanze siano solo, o in parte, una scusa per urlare un malcontento che qui si trascina ormai da tempo.

Le ordinanze della discordia

Sono le numero 272 e la 277 le ordinanze che hanno generato la rivolta popolare. Il motivo è presto detto. Praia a Mare è una località balneare la cui economia si basa in larga parte sugli incassi della stagione turistica, che in periodi normali comincia nel mese di aprile e continua fino alla fine di settembre. Quest'anno, invece, a causa delle restrizioni per il contenimento della pandemia da coronavirus, imprenditori e commercianti hanno già subito forti ritardi; a ciò, adesso, si aggiungono le rigide regole imposte dal sindaco, che rischiano di mandare all'aria le attività degli stabilimenti balneari e non solo.

Il divieto dei mezzi meccanici sulle spiagge

Per quanto riguarda i lidi, il disagio più grave è legato al divieto di usare i mezzi meccanici sulle spiagge. Ciò impedisce una pulizia più approfondita dell'arenile ma, soprattutto, renderebbe impossibile il montaggio delle strutture e, di conseguenza, anche delle pedane. Ciò significa che per anziani e persone disabili sarà impossibile godere di una giornata al mare. E più della metà delle strutture è ancora al punto di partenza.

Stretta sui fitti

L'altra questione che infuocato gli animi dei praiesi riguarda i fitti. Sono massimo tre gli adulti, oltre a minori e disabili, che possono essere ospitati in un'abitazione a locazione turistica, a prescindere dai metri. Inoltre, è obbligatorio prenotare 15 giorni prima dell'arrivo.

Il "mattatore" Antonino De Lorenzo

Ideatore e promotore della protesta è l'imprenditore balneare Antonino De Lorenzo, che oggi siede tra le fila dell'opposizione dopo aver occupato il posto di assessore della giunta Praticò e consigliere di maggioranza fino all'autunno scorso. L'unione politica tra i due era nata in occasione delle elezioni comunali del 2012, dopo anni di scontri e di polemiche. Dopo un avvio scoppiettante, che ha portato alla città di Praia vittorie come la Bandiera Blu, le tappe del Giro d'Italia e manifestazioni come "Praia jazz", si è raggiunto (nuovamente) il punto di rottura subito dopo il memorabile "Jova Beach Party" del 7 agosto di un anno fa, la cui organizzazione è stata curata nei dettagli da De Lorenzo. Dopo aver boicottato inizialmente l'evento, raccontò dopo l'allora assessore al Turismo e allo Spettacolo, Praticò si è preso ogni merito quando il concertone di Jovanotti si è rivelato essere uno degli eventi più ben riusciti della storia della città. All'inizio De Lorenzo ha rimesso unicamente le deleghe assessorili, ma nelle settimane successive il rapportò tra lui e la maggioranza si è incrinato al punto da decidere di restarne fuori. Da allora, tra De Lorenzo e Praticò si è interrotto ogni tipo di rapporto, anche se le "frecciatine" a distanza continuano a rimanere oggetto di discussione. L'ultima volta, è accaduto soltanto una settimana fa.

La raccolta firme

Durante la manifestazione si è registrata anche la raccolta firme da spedire al Prefetto, per informarlo su ciò che starebbe accadendo nella città dell’isola Dino. Qualcuno, però, deve aver frainteso e ha apposto la sua firma sperando di mandare a casa il quattro volte sindaco di Praia a Mare, cinque se si conta la volta in cui, al termine di due mandati consecutivi, si candidò a sindaco suo fratello Biagio e, anche in quel caso, si aggiudicò la vittoria. Oggi, invece, i cittadini sembrano stanchi dello strapotere di Praticò e chiedono di cambiare registro.

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