Addetti alle pulizie scolastiche, spiraglio di luce dal Decreto rilancio

Un emendamento stabilito in commissione bilancio potrebbe rappresentare una piccola conquista per gli operatori delle strutture formative

di Vincenzo Alvaro
5 agosto 2020
09:38
(foto ansa)
(foto ansa)

«Con l’approvazione del Decreto Rilancio si apre un varco di luce per gli ex lavoratori precari impegnati nei servizi di pulizia delle scuole. Da settembre a dicembre, infatti, tutti i rapporti di lavoro part time diventeranno full time». Lo stabilisce un emendamento approvato in commissione bilancio che i rappresentanti sindacali della Cgil, Giuseppe Guido (segretario generale Pollino Sibaritide Tirreno), Andrea Ferrone (segretario generale Filcams Pollino Sibaritide Tirreno) e Gilda Casciaro (segretario Flc provinciale) definiscono una «piccola conquista, ma che non ci basta».

Il sindacato infatti ha intenzione di battersi «affinchè la grave ingiustizia, la “macelleria sociale” compiuta con l’internalizzazione del servizio e dei lavoratori sia cancellata e che il full time sia riconosciuto a tutti i lavoratori addetti alla pulizia delle scuole».

Com’è risaputo i lavoratori precari ex Lsu impegnati nelle pulizie delle scuole sono stati assunti nel 2001 e fino allo scorso 28 febbraio hanno lavorato in regime d’appalto. Erano assunti a tempo indeterminato per 35 ore settimanali. Quasi tutti lavoravano nel loro territorio e percepivano una paga mensile che si aggirava intorno ai 1000 euro.

 

Dal 1° marzo, con l’internalizzazione dei servizi e dei lavoratori, per la quasi totalità dei lavoratori addetti alle pulizie nelle scuole, le cose sono cambiate in maniera molto negativa. Circa 200 dei 1200 addetti calabresi, 100 nella sola provincia di Cosenza, sono rimasti disoccupati perché «non avevano i requisiti» raccontano i rappresentanti della Cgil. Oggi sono in cassa integrazione e «senza un futuro in quanto si tratta di persone con un’età avanzata e, al momento, non vi è alcuna proposta per recuperarli».

Anche coloro che sono stati “assorbiti” dall’internalizzazione hanno visto la loro posizione peggiorare fortemente. Ben 790 lavoratori su 1007, quasi tutti monoreddito, si sono visti applicati un contratto di lavoro part time di 18 ore settimanali con una paga quasi dimezzata che si aggira intorno ai 600 euro, con l’aggravante che «molti di loro sono stati costretti spostarsi nella provincia, a centinaia di chilometri dalla propria residenza, con notevole aggravio di costi che mettono in gravissima difficoltà economica ed esistenziale se stessi e le proprie famiglie».

In provincia di Cosenza, su 506 lavoratori addetti alle pulizie, solo 60 hanno avuto riconosciuto il full time. «Una situazione drammatica e paradossale» che la Filcams CGIL, ha denunciato nel corso dell’iniziativa “Internalizzazione Si Licenziamenti No. La complessa situazione della provincia di Cosenza nell’appalto delle pulizie scolastiche” tenutasi lo scorso 10 febbraio a Sibari.

Ora che il nuovo anno scolastico è alle porte per il sindacato è necessario «garantire il rispetto di tutte le prescrizioni e le disposizioni anti Covid-19, i contratti di lavoro part time». L’approvazione di un apposito emendamento in commissione Bilancio prevede una spesa di meno di 19 milioni di euro che diventeranno, fino al 31 dicembre, full time. «Una notizia che ci rallegra - aggiungono Guido, Ferrone e Casciaro - ma che riteniamo assolutamente insufficiente». L'obiettivo infatti ora è lottare perchè il full time sia riconosciuto «per sempre». «Su questa richiesta, non arretreremo di un solo centimetro e terremo di sicuro alta la mobilitazione e l’attenzione».

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