Resistere al tempo e alla crisi: l'atelier di provincia che dura da 50 anni

La storia di un laboratorio di sartoria che realizza abiti da sposa e anno dopo anno ha consolidato il proprio ruolo imprenditoriale fino a conquistare il primo posto per la regione Calabria agli ultimi Italian wedding awards

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di Francesca  Lagatta
6 febbraio 2019
11:16

Nascere nel 1970, in pieno boom economico, attraversare crisi e tempeste, resistere ai tempi che mutano in un piccolo paesino di provincia, per poi conquistare alla soglia dei 50 anni il primo posto all'Italian Wedding Awards alle competizioni regionali della Calabria, riscoprendo lo stesso entusiasmo e la voglia di farcela degli inizi. È la storia di un piccolo atelier fondato e diretto da una donna calabrese, titolare di una sartoria che produce abiti da sposi nella zona del Tirreno cosentino, oggi diventata simbolo della resistenza e di una modernità che non può fare a meno della tradizione.

La storia

L'atelier nasce agli inizi degli anni '70 quando ancora le madri e le mogli lavoratrici erano considerate delle rivoluzionarie della loro epoca e le imprenditrici erano una mosca bianca. Ma Elvira, da cui prende il nome dell'azienda, ha fatto anche di più, perché insieme a suo marito, Attilio Vitale, ha creato dal nulla un laboratorio di sartoria in un piccolo paese di provincia dell'entroterra cosentino, Verbicaro, che oggi come allora conta poche migliaia di anime e un ristretto numero di potenziali clienti, e lo ha trasformato in un marchio di successo.

Ma torniamo agli inizi. L'estro di Elvira cresce di pari passo alle eccezionali vendite e i futuri sposi cominciano ad arrivare dapprima da ogni angolo della provincia di Cosenza, poi dall'intera regione, ed infine dalla blasonata Campania. Così, quattordici anni più tardi, nel 1984, il laboratorio si trasferisce in altro piccolo centro della provincia cosentina, ma lo stabile sorge vicino all'unica arteria stradale che collega l'intera regione dal versante tirrenico, la strada statale 18.

 

La voglia di farcela 

A un certo punto nel piccolo laboratorio lavorano come formichine anche dieci persone per riuscire a mantenere la parola data e consegnare gli abiti in tempo per il fatidico giorno del matrimonio. Il laboratorio si espande e occupa anche i locali adiacenti, diventando anche un'area espositiva. Tre, quattro, dieci modelli in vetrina già pronti, confezionati tutti a mano perché ogni sposa possa sentirsi unica nel giorno più bello della sua vita. Ma quella di Elvira è evoluzione inarrestabile e mentre tutto intorno affievolisce a causa della crisi economica incessante e dei cambi generazionali, lei si reinventa. Dopo decenni di abiti completamente cuciti a mano, i tempi moderni e l'arrivo dell'era telematica la spingono alla vendita di modelli di altri stilisti. Di chiudere il laboratorio artigianale, però, la donna non ne ha nessuna intenzione e per unire il tocco di unicità alle nuove esigenze commerciali, decide di continuare a costruire abiti su misura rendendosi disponibile a "smontare" gli abiti preconfezionati e aggiungere pezzi a seconda dei gusti e delle esigenze delle sue clienti. La formula è vincente, ma i sacrifici sono enormi. L'essere moglie e madre lavoratrice costringe a turni massacranti, la stanchezza toglie le forze, ma fortunatamente la voglia di realizzarsi professionalmente non viene scalfita, fino all'ultimo giorno di lavoro.

 

Il passaggio di timone

Quando Elvira può festeggiare il 40esimo anno di attività, decide che è giunto il momento di passare il timone e godersi il meritato riposo. Così, dopo aver cucito l'abito da sposa per sua figlia, l'azienda finisce nelle mani del genero, il quale porta una ventata di freschezza e innovazione allo storico brand aggiungendo un pizzico di modernità, con l'acquisto di nuove attrezzature. Anche questa volta, la scelta è azzeccatissima e l'atelier negli ultimi tempi fa incetta di premi.

 

Il primo posto all'Italian Wedding Awards

"Due parti di sacrificio e uno di follia". Tenendo fede a questo motto l'azienda ha bussato alle porte di vari concorsi, aggiudicandosone diversi. L'ultimo premio, in ordine di tempo, è il primo posto all'Italian Wedding Awards per la regione Calabria, circostanza che ha permesso l'accesso alle finali nazionali, disputate a Venezia lo scorso 14 dicembre alla presenza dei più importanti rappresentanti del settore.

 

Il segreto del successo

«Abbiamo seminato e raccolto bene durante il periodo florido dell'economia - spiega Angelo Di Gennaro, genero di Elvira -, non pagare l'affitto ti permette di reinvestire meglio il denaro, anche se la chiave di tutto sono serietà e professionalità. E quelle, fortunatamente, non si possono comprare». Ma ci sarebbe anche un altro fattore: «Il laboratorio di sartoria, fatta eccezione per qualche apparecchio di ultima generazione, è rimasto esattamente come agli inizi. Rimanere saldi alle radici è fondamentale, perché in un mondo che oggi appare omologato il dettaglio più prezioso è l'originalità». E poi c'è una regola rigidissima: «Non vendiamo mai lo stesso abito nella stessa zona, ogni donna deve sentirsi unica».

 

Tutto è possibile, dopo il caffè

Il successo di questa piccola famiglia di imprenditori calabresi dimostra come la forza di volontà, se è più forte di tutto, trasforma anche i più grandi ostacoli in opportunità.  Lo ricorda anche una scritta sul bancone posto all'ingresso: tutto è possibile, dopo il caffè. Anche nella martoriata Calabria.

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