Riapri Calabria, è corsa ai 2mila euro a fondo perduto ma il portale della Regione va in tilt

Piccoli imprenditori e consulenti non riescono a precompilare la domanda sulla piattaforma informatica dedicata a causa di un errore che rende vana la procedura. Ecco cosa sta succedendo e quali sono le scadenze

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di Enrico De Girolamo
29 maggio 2020
14:57

Se il buongiorno si vede dal mattino, non butta affatto bene per i contributi a fondo perduto che la Regione ha messo sul tavolo con il piano Riapri Calabria: 2mila euro una tantum da pescare da un plafond complessivo di 40 milioni di euro. Non sarà certo la panacea di tutti i mali, ma anche 2mila euro in tempi difficili come questi sono una boccata d’ossigeno per migliaia di microimprese con un fatturato compreso tra i 5mila e i 150mila euro nel corso del 2019, quelle cioè a cui è rivolto l’incentivo della Regione.

Tre step per arrivare all'incentivo

Per accedere agli aiuti bisogna compiere tre step, il primo dei quali oggi. Sulla carta si tratta dell’adempimento più semplice: registrarsi attraverso il portale accessibile all’indirizzo bandifincalabra.it e predisporre la domanda con i dati anagrafici dell’impresa compilando i campi contrassegnati. Una formalità, in teoria, che però da questa mattina sta facendo impazzire imprenditori, commercialisti e consulenti assortiti, che lottano dalle 10 di mattina con la piattaforma regionale non riuscendo a completare la procedura di presentazione dell’istanza.

Click inutili

Tempo perso e nervi a fior di pelle per migliaia di professionisti e imprenditori che compilano diligentemente il form ma poi, al click finale, si ritrovano a dover ricominciare d’accapo perché il sistema restituisce un errore e non rilascia il pdf compilato che andrebbe firmato e allegato per completare l’iter di presentazione della domanda. Troppi accessi contemporaneamente, si ipotizza. Fatto sta che, per ora, il sistema lascia fuori gran parte degli utenti, anche se c’è tempo fino alle ore 18 del 3 giugno (anche se in mezzo c'è il weekend e la Festa della Repubblica) per precompilare la domanda e predisporla “pronta per l’invio”.

Le altre scadenze

Ma è solo l’inizio. Il click-day vero e proprio scatterà il giorno successivo, giovedì 4 giugno. Sempre dalle ore 10 e fino alle 18 dello stesso giorno, infatti, sarà possibile inoltrare la domanda (quella che oggi non si riesce a precompilare). Facile immaginare, quindi, che in quella circostanza ci sarà il vero collo di bottiglia, salvo che fino ad allora non cambi qualcosa dal punto di vista tecnico per migliorare l’accesso al portale.
Infine, l’ultimo step, quello fissato per il giorno successivo, venerdì 5 giugno, quando dalle ore 10 fino alle12 di lunedì 8 giugno, per le domande correttamente inviate, dovranno essere caricati sulla piattaforma informatica gli ulteriori documenti previsti.

Ventimila i potenziali beneficiari

Un percorso che, almeno nelle fasi iniziali, si sta rivelando molto accidentato. La frustrazione di professionisti e imprenditori che ricorrono al fai-da-te è palpabile, anche perché gli incentivi saranno erogati fino ad esaurimento dei fondi disponibili, quei 40 milioni che consentirebbero di soddisfare le domande di 20mila microimprese. Arrivare prima degli altri, quindi, è fondamentale per non restare a bocca asciutta.

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