Scuola, l'allarme dei sindacati: «Calabria impreparata alla ripartenza»

Tra le problematiche più preoccupanti riscontrate da Cgil, Cisl e Uil, quelle della carenza di personale, dell'inadeguatezza di buona parte dei plessi, dei trasporti e della sicurezza sanitaria

di Redazione
11 settembre 2020
14:11

«In Calabria la scuola è ancora impreparata alla ripartenza». A lanciare l'allarme sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che, in una conferenza stampa a Lamezia Terme, evidenziano le varie criticità del settore, a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico, in Calabria fissato al 24 settembre: tra le problematiche più preoccupanti riscontrate da Cgil, Cisl e Uil, quelle della carenza di personale, pari al 50% del fabbisogno, dell'inadeguatezza di buona parte dei plessi, dei trasporti e della sicurezza sanitaria, problematiche che,spiegano i sindacati, «in Calabria sono endemiche ma adesso sono ulteriormente aggravate dall'emergenza Covid».

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, evidenzia come «la scuola stia vivendo un momento di grande difficoltà, aggravata dall'emergenza Covid. Noi reclamiamo due aspetti: il primo è quello infrastrutturale, perché la Calabria ha la gran parte delle strutture non a norma nonostante sia partita in anticipo rispetto ad altre realtà, e questo ovviamente comporta problemi di spazi e di efficienza strutturale. Il secondo aspetto, altrettanto preoccupante, è la carenza di personale in Calabria, se si considera che su 1.670 posti messi a bando sono coperti solo 800, e – aggiunge Russo - le cose vanno peggio per il sostegno, dove c'è una copertura di solo il 20%. Al governo nazionale e a quello regionale chiediamo un confronto immediato su questi temi e soprattutto chiediamo risposte concrete alle nostre richieste».

Per Mimmo Denaro, segretario regionale della Flc Cgil, «la Calabria, che già deve recuperare tanto tempo perso, è in ritardo su tanti aspetti, nonostante i tavoli tecnici con la Regione e l'Ufficio scolastico regionale c'è ancora la necessità di avere certezze sui trasporti e sui presidi sanitari, che sono due degli elementi fondamentali per la ripresa della scuola in presenza e in sicurezza e sono ancora due ostacoli seri e irrisolti. Mi soffermo in particolare – prosegue Denaro - sulla bassa affluenza dei docenti calabresi nel sottoporsi ai test sierologici: in Calabria siamo intorno al 20%, una percentuale inaspettata e chiaramente insufficiente a garantire una ripartenza in sicurezza. Un altro problema ancora sul tappeto è quello degli spazi, rispetti ai quali va trovata una soluzione definitiva, non limitata solo al prossimo anno scolastico. Al governo nazionale chiediamo un ministero all'altezza, come finora non è stato, mentre al governo regionale chiediamo maggiore impegno sul piano anche strategico: a esempio l'utilizzo dei fondi strutturali potrebbe essere una soluzione a tanti problemi».

Paolo Pizzo, segretario regionale della Uil Scuola, rileva «la grande preoccupazione, condivisa da tutte le organizzazioni sindacali, perché i tavoli regionali sulla scuola non hanno dato finora gli esiti che speravamo, con nodi ancora da sbrogliare come trasporti e sanità, per non parlare delle criticità sul fronte della carenza del personale scolastico: noi abbiamo chiesto che questo personale sia stabile perchè solo così si può garantire anche l'aspetto dello sdoppiamento delle aule, ma ancora non vediamo risposte su questo. Così come – conclude Pizzo - resta sul tappeto la problematica dei test sierologici, alla luce dell'ostracismo, giusto o sbagliato che sia, di molti medici: rilanciamo la nostra proposta di allestire tendostrutture anche all'esterno degli istituti scolastici».

All'incontro con i giornalistii hanno partecipato, tra gli altri, anche i segretari generali della Cgil Calabria, Angelo Sposato, e della Uil Calabria, Santo Biondo: un supporto all'iniziativa è arrivato anche dallo Snals.

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