Scuole di specializzazione, Sperlì: «Assurdo decidere di chiuderle»

Intervento del presidente della sezione calabra della Società italiana di Pediatria sulla paventata soppressione degli accreditamenti ai corsi dell'Università Magna Graecia: «Scelta contraria alle esigenze dell'utenza»

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di Salvatore Bruno
14 giugno 2019
11:57
Università Magna Graecia
Università Magna Graecia

La sezione della Calabria della Società italiana di Pediatria esprime grande rammarico e profonda insoddisfazione per gli effetti scaturenti dall’eventuale adozione del decreto ministeriale per la chiusura di alcune scuole di specializzazione, compresa quella in Pediatria, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. E’ quanto si legge in una nota del presidente regionale Domenico Sperlì.

Cronica carenza di specialisti

«È veramente singolare e inaccettabile – afferma Sperlì - che in una situazione di estrema difficoltà, nella gestione assistenziale specialistica, soprattutto a livello ospedaliero, dovuta alla drammatica carenza di dotazione organica, si proceda alla soppressione di un percorso di formazione specialistica, che negli anni, ha consentito di disporre di figure professionali pediatriche, utilizzate, fra l’altro, anche per porre un piccolo argine, in tempi recenti, alla cronica carenza di medici specialisti». Il Presidente della SIP, evidenzia come «risulti essere palesemente contraddittorio che da una parte venga riconosciuta l’urgenza di affrontare la problematica della carenza di specialisti di varie branche, compresa la pediatria, tanto da prevedere nel Decreto Calabria la possibilità di assumere, pure part-time e per un periodo massimo di 12 mesi, gli specializzandi iscritti al IV e V anno della scuola di specializzazione, e dall’altra, si adotti una misura quale la soppressione di questi percorsi di formazione, che causerebbe un peggioramento della situazione, già quasi al collasso in alcune realtà».

Pochi medici per i posti a disposizione

«Ne è dimostrazione anche il fatto – prosegue Sperlì - che la partecipazione ai concorsi pubblici per l’assunzione a tempo sia determinato che indeterminato, sia inferiore al numero dei posti disponibili. Ancora una volta siamo costretti a constatare l’assoluta mancanza di volontà nel risolvere i problemi, di contro alla cieca e ostinata determinazione di porre in essere comportamenti e decisioni incomprensibili. Il clamore mediatico che accompagna alcuni provvedimenti serve unicamente a creare confusione e distogliere l’attenzione da misure che risultano, nell’applicazione pratica, in netto contrasto con quanto si declama voler attuare. Sarebbe necessario piuttosto ragionare sulle proposte, da più parti formulate, di ampliare l’offerta formativa e di innalzare al massimo la qualità della formazione, anche attraverso un percorso formazione-lavoro, con attribuzione graduale di maggiori responsabilità professionali agli specializzandi, per far fronte alla carenza di medici specialisti e non solo, vera e propria emergenza nazionale. La Sip Calabria – conclude il Presidente regionale - auspica e chiede, pertanto, una rapida e definitiva soluzione del problema nell’interesse dei cittadini di questa Regione».

 

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