Lavoro Calabria

Sibaritide, mancano stagionali nel turismo e nell’agricoltura: «Il Reddito di cittadinanza va riformato»

VIDEO| Focus sul mercato del lavoro con Agenzia informa: «Interruzione temporanea del Rdc così da porre un freno al problema della carenza di personale»

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di Matteo Lauria
7 dicembre 2021
23:25

Cercasi lavoratori stagionali nel settore del turismo e in agricoltura, commessi addetti alle vendite nel terziario.  Non è il solito piagnisteo che tende a colpire il reddito di cittadinanza ma la necessità di formare, professionalizzare ma anche di modificare, almeno in parte, il Rdc.

«Il problema è duplice: uno riguarda la mancata formazione, l’altro afferisce  alla carenza di politiche attive con riferimento al Rdc che è un’ottima misura ma necessita di una riforma che vada nella direzione di contemplare le esigenze della domanda e dell’offerta».


Chi parla è il direttore dell’Agenzia Informa, imprese e formazione (ente regionale di formazione agenzia per il lavoro) Francesco Beraldi che sottolinea come sia importante lo strumento del sostegno alla povertà a condizione che s’introducano elementi di compatibilità con il mercato del lavoro: «Immagino per le attività stagionali l’interruzione temporanea del Rdc così da porre un freno al problema della carenza di personale».

L’agenzia è accreditata alla Regione Calabria per la ricerca del personale nell’incrocio domanda/offerta. I dati sono confortanti: su 3000 iscritti sono stati assunti 1300 lavoratori (programma garanzia giovani), 50 inseriti mediante l’autoimpiego, mentre attualmente sono attivi dei corsi formativi per l’inserimento nelle aziende. Per alcuni la tipologia contrattuale ruota attorno all’apprendistato in quanto si tratta di giovani sotto i 30 anni, per altri si aprono le porte confortanti di contratti a tempo indeterminato anche grazie ad alcuni benefici cui godono le aziende.

Tanti i corsi nei vari settori del tessuto sociale, dei servizi, delle prestazioni e delle attività economico-finanziarie. Altrettanti i corsisti ma anche i formatori (tutor) che hanno la possibilità di attivare canali di sostegno. Tuttavia, non mancano le problematiche anche in ordine ai pagamenti destinati ai tirocinanti a volte per problemi di rendicontazione o di organizzazione interna alla Regione.

«Se un giovane tirocinante presta attività in un’azienda e viene retribuito dopo un anno, tale condotta si trasforma in un qualcosa di disincentivante», afferma Beraldi, pur ammettendo le difficoltà e gli sforzi profusi dalla burocrazia regionale.  Da qui una lettera inviata al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. La posta in palio nell’ambito di Garanzia giovani è alta, si tratta di circa 100 milioni di euro, fondi che possono e devono essere utilizzati «per rafforzare presto e bene la struttura regionale».

Simona Tavolaro si occupa della formazione professionale dell’Associazione Informa riservata ai giovani che cercano una collocazione nel mondo del lavoro. Al momento, uno dei corsi più in voga è quella di programmatore di siti web, figura molto richiesta dal mercato. Sono corsi che vengono effettuati “online” e destinati alla formazione e alla progettazione. Nelle prossime ore inizieranno gli stage nelle aziende.

«I giovani di oggi sono dei nativi digitali, afferma la Tavolaro, c’è tanta passione e sono molto avanti rispetto alle precedenti generazioni. C’è un’attitudine naturale e il mercato del lavoro chiede molto queste figure professionali». Tra i corsi più gettonati: programmatore siti-web e operatore per l’accoglienza dei servizi turistici. Uno degli aspetti culturalmente rilevanti è il dato emergente secondo cui i datori di lavoro guardano sempre di più alla competenza, alla professionalità e al merito, mettendo da parte l’idea delle assunzioni frutto di raccomandazioni.

Simona Calluso è impegnata invece sul versante della progettazione dei corsi di formazione relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, tema attuale e scottante anche in ordine alla problematica delle morti bianche. «Come ente stiamo puntando molto su una maggiore gestione organizzativa sia del datore di lavoro sia dei lavoratori».

Adeguarsi alle normative vigenti in materia di sicurezza agli imprenditori produce dei costi, spesso onerosi: «Non fare investimenti in questa direzione potrebbe significare andare incontro a costi ancora più elevati, sottolinea la Calluso, poiché in caso di verifiche oltre alle ammende è prevista la chiusura delle attività. Cerchiamo di elaborare dei pacchetti ad hoc così da consentire alle piccole e medie imprese di poter accedere ai nostri corsi».

I settori più rischio sono quelli dell’edilizia e anche dell’agricoltura. Tendenzialmente cresce la sensibilità su questi temi. L’associazione Informa ha, di recente, sottoscritto una convenzione con l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e la Caritas per la progettazione e gestione del corso di manutentore del verde, finanziato con l’8x1000 allo scopo di formare gratuitamente 50 disoccupati.

Giornalista
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