Sicurezza sul lavoro, dalla Calabria le richieste dei sindacati al governo

VIDEO | Incontro a Lamezia in vista della manifestazione del 13 novembre. Sommerso e mancanza di una banca dati rendono difficile avere numeri sulla Calabria, ma la situazione è drammatica

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11 ottobre 2021
21:45

Tanto lavoro da fare, maniche da rimboccarsi, un governo che passi dalle parole ai fatti. “Il destino non c’entra” è questo il nome dell’incontro sulla sicurezza nei cantieri edili che si è tenuto a Lamezia Terme e propedeutico alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 13 novembre. Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl le sigle di settore che ne hanno tenuto le redini insieme ad Inail, Ance e Slc.

Difficile avere numeri che inquadrino la situazione calabrese, il sommerso e la mancanza di una banca dati fanno sfuggire la Calabria da griglie e statistiche. Ma la situazione è drammatica. A livello nazionale si calcolano tre morti al giorno e le richieste al governo sono tante.


«Ad ottobre del 2021 le morti bianche eguagliano già quelle di tutto il 2020 – spiega Simone Celebre, presidente Slc Calabria -. Vogliamo dire basta, il lavoro è dignità. Chiediamo che gli impegni vengano tradotti in vere e proprie norme. A partire dalla patente a punti per le imprese sane che rispettano le regole e dall'omicidio colposo sul lavoro per chi non vi si attiene». E poi, ancora, la pensione anticipata per gli operai edili, un ispettore sul lavoro dedicato alla 106.

«Viviamo in un Paese dove la priorità è sempre stata quella di mantenere lo status quo. Tanti i buoni propositi stante la volontà di raggiungere un nobile obiettivo, ma si finisce sempre per raggiungerne un altro, molto meno nobile, che, poi, è sempre lo stesso: accontentare tutti, imprese, sindacati, specialisti della prevenzione, enti di vigilanza, ordini professionali, associazioni varie. Noi, però, sulla sicurezza non vogliamo ulteriori ritardi», ha detto senza mezzi termini il segretario generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese.

Le richieste al governo 

Per Senese «la sicurezza nei luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà che riguarda tutti. Per questo è determinante introdurre l’immediata sospensione dell’impresa a fronte di una segnalazione di mancanza di sicurezza; assumere immediatamente ispettori e tecnici della prevenzione e qui, chiedo, coraggiosamente che nel procedere alle assunzioni venga individuato e destinato un ispettore ad hoc solo per il grande cantiere della Statale 106; avviare una campagna straordinaria di formazione ed informazione anche con il coinvolgimento delle regioni; istituire una banca dati unica degli infortuni».

Per Senese «appare indispensabile realizzare un piano straordinario dell’Inail specifico per i cantieri edili che direttamente con l’assunzione di giovani tecnici ed in collaborazione con gli enti bilaterali del settore e con gli rlst faciliti la diffusione della cultura della sicurezza tra lavoratori imprenditori responsabili di cantiere; garantire l’applicazione del ccnl edile a tutti i lavoratori in cantiere con tutte le specifiche tutele del nostro contratto in materia di formazione e sicurezza».

Pensione anticipata

Sulla pensione anticipata ai lavoratori del settore la sindacalista ha spiegato che «riconoscere la gravosità di chi fatica in cantiere o in una cava è un atto di giustizia sociale che, oltretutto, consentirebbe un importante ricambio generazionale con l’inserimento di tanti giovani formati».

Altro punto da mettere in agenda il rafforzamento degli investimenti in sicurezza aumentando gli accantonamenti nelle scuole edili e i cpt, costituendo l’anagrafe degli rls e rafforzando il ruolo degli rlst.

Poi l’appello ad Occhiuto: « Al neo presidente della giunta regionale chiedo di prevedere che le risorse europee vengano prontamente utilizzate per formazione e formazione professionalizzante affinché la nostra regione possa programmare anche corsi post scuola secondaria, offrendo percorsi triennali come operatore edile per avviare i ragazzi ad un settore così trainante come quello dell’edilizia».

 

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