Sorridi sei in Calabria a Trebisacce: la città del mare, del biondo tardivo e del garum

VIDEO | La troupe capitanata da Cristina Iannuzzi ci porta alla scoperta della suggestiva cittadina al confine con la Basilicata. Un viaggio alla scoperta della storia e dei prodotti simbolo del territorio

di Redazione
25 luglio 2020
07:02
Trebisacce, vista panoramica
Trebisacce, vista panoramica

Le telecamere di “Sorridi sei in Calabria” hanno fatto tappa nei giorni scorsi a Trebisacce, comune costiero dell’alto Ionio Cosentino. A dare il benvenuto alla troupe di LaC capitanata da Cristina Iannuzzi, la presidente della Proloco “Città di Trebisacce” Titti Cardamone.

Il viaggio inizia dal centro storico

A fare da cicerone alla carovana di LaC, Piero De Vita e suo nipote Ludovico Noia, al nonno di quest’ultimo è  intestato il museo dell’arte olearia e della cultura contadina. Un vecchio frantoio che oggi custodisce antichi attrezzi per la molitura delle olive, vasche per la raccolta dell’olio e diversi oggetti della cultura contadina.

Trebisacce è tra i pochi a non soffrire per lo spopolamento. Anzi, la densità abitativa, nel corso degli anni, è cresciuta. Grazie al turismo, grazie alle condizioni ambientali. E ciò avviene in un borgo marinaro capace di mantenere inalterato il suo antico fascino. Ad avvolgere la parte antica della città è la cinta muraria costruita nel 1500 per difendere l’abitato dalle incursioni straniere: è il Bastione, considerato il “Balcone dello Ionio”.

Dopo avere ammirato il “Cristo ligneo” che si trova nella chiesa madre, ci si può addentrare in un luogo ancora più antico: il Parco archeologico “Broglio”. Qui da oltre trent’anni si effettuano scavi che, finora, hanno portato alla luce le vestigia di un villaggio preistorico. La capanna in paglia, il focolare, i letti in paglia ci catapultano nel lontano passato. Persino le piante che crescono selvagge sembrano primordiali.

La fabbrica di marmellate

La lavorazione è artigianale. Il pezzo forte è l’arancio biondo tardivo. Qui la chiamano “Il biondo di Trebisacce”. Un’arancia che si raccoglie tra marzo e maggio e non, al solito, in autunno o in inverno. Il mare e tanta bellezza fanno venire una gran fame e qui, a Trebisacce, esiste una grande tradizione gastronomica che è, insieme, marinara e contadina. Sapori veraci e genuini che riflettono l’andamento delle stagioni. Sul lungomare dei saraceni la proloco ha allestito una tavola di prodotti tipici del territorio. In mostra ci sono i piatti preparati da Rosa Pinelli. È la cuoca della “Trattoria del sole” che ha vinto  diverse edizioni della «prova del cuoco». I suoi piatti racchiudono tutti i sapori del territorio, dal mare alla montagna. E sempre a proposito di tradizione gastronomica, qui si prepara il garum

La salsa garum

Una salsa a base di spezie, sale e pesci di vario tipo lasciati macerare diversi mesi. Un’antica ricetta romana oggi rivisitata. Davanti alle telecamera di «sorridi se in Calabria» Giovanni Garoppo e sua figlia Antonella, preparano le pennette al sugo di “Garum”. Un piatto dal sapore forte e intenso e dal gusto unico. Lo preparava suo nonno, poi è toccato al padre, un testimone che da qualche settimana è passato alla figlia più piccola. Sarà lei a portare avanti la tradizione di famiglia. Un intingolo che arricchisce di gusto e di storia la città di Trebisacce. «Chi viene qui si innamora» dice orgoglioso il sindaco Franco Mundo. Già, è proprio così. Ci si innamora dei luoghi, della storia, del mare, dei sapori, ma soprattutto ci si innamora della gente di Trebisacce che fa dell’arte dell’accoglienza uno dei punti di forza.

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