La storia di Angela: dalle passerelle di moda alla produzione del cedro

La partecipazione a Miss Italia, una carriera avviata come modella e nel mondo dello spettacolo. Poi, la decisione di fare rientro in Calabria e lavorare nell'azienda di famiglia

di Francesca  Lagatta
10 giugno 2020
15:59

Angela Mandato ha 30 anni, vive tra la città di Cosenza e Santa Maria del Cedro, dove da tempo coltiva e produce il sacro agrume nell'azienda di famiglia nata per tramandare un rito antichissimo di cultura e tradizione. Già questa, da sola, potrebbe essere la notizia: una giovane donna che diventa imprenditrice nella propria sventurata terra e resiste nel tempo, senza aiuti e con pochi margini di prospettiva. Invece la storia di Angela, costellata di successi, è doppiamente intrigante, perché quando ha deciso di coltivare e produrre il cedro con le proprie mani, aveva una carriera avviata nel mondo della moda e dello spettacolo, con all'attivo numerose sfilate, partecipazioni a fiction e programmi tv. Ma un giorno ha detto basta e ha deciso di ritornare in Calabria.

«Tutta "colpa" di papà»

A 15 anni Angela aveva la stessa determinazione di oggi. E' stato in quegli anni che si è approcciata alle sfilate, che poi l'hanno catapultata, tre anni più tardi, sull'ambitissimo palco di Salsomaggiore Terme, diventando una delle cento finaliste del concorso di Miss Italia. Da allora non si è più fermata, è stata ingaggiata per fiction e programmi del palinsesto nazionale, ma ben presto si è resa conto che quella non era la vita che aveva sognato. A far cadere convinzioni già traballanti, ci ha pensato, un giorno del 2012, la telefonata di papà: «Torna a casa, c'è un nuovo posto di lavoro che ti aspetta». Il richiamo della sua terra è stato fortissimo e il pensiero di poter tornare dalla sua famiglia è stato entusiasmante. Angela non ci pensa un secondo, prepara le valigie e dice addio alla Capitale e a quel mondo bello e dorato, ma solo in superficie: «Non fa per me, amo troppo le cose semplici e la mia terra».

Il ritorno a casa e il successo

Tra la profumatissime cedriere della costa tirrenica cosentina, Angela si sente più a suo agio, ma anche qui compie una rinuncia: «Non potrei mai stare chiusa in un ufficio e così ho detto no al posto dietro la scrivania». A lei piace l'odore del cedro, che qui cresce di una qualità rara e pregiata, e stare a contatto con le persone. Decide, a questo punto, che si occuperà della coltivazione e della produzione dell'agrume sacro agli dei e una particolare qualità di fichi. Ma non basta e insieme al cugino e al fratello, co-fondatori dell'azienda, decidono trasformare i prodotti e farne un marchio di fabbrica che porti alto il nome di Santa Maria del Cedro e della Calabria in tutta Europa. Due mesi fa il loro lavoro viene premiato, il loro Cedramaro e Dolci Panicelli di uva passa finiscono nel Paniere d'Italia, lo strumento promozionale che propone le eccellenze agroalimentari, segnalate da appassionati, buongustai ed esperti di cibo e prelibatezze di casa nostra.

«Una grande soddisfazione»

Coltivare il cedro è impresa ardua, dal momento che ognuno di essi necessita di cure e condizioni particolari. Non è un caso che la qualità coltivata a Santa Maria, complice il clima, sia unica al mondo. Lo sanno bene gli ebrei che ogni anno ad agosto arrivano in paese per scegliere personalmente gli agrumi da portare poi in Israele per la festa del Sukkot, tra le più importanti della tradizione ebraica. «Siamo felici di come stiano andando le cose, alla fine grazie all'impegno si viene ripagati di ogni sacrificio». In ultimo, le domandiamo se un po' la vecchia vita le manca: «No, direi proprio di no», risponde decisa. E il suo dolcissimo sorriso non mente.

 

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