Trasporto pubblico locale, sindacato: «Settore non in perdita ma stipendi ai lavoratori ridotti»

La denuncia di Faisa Cisal Calabria che ricorda i sostegni erogati da Regione e Stato alle aziende del ramo, accusate di strumentalizzare la pandemia

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di T. B.
13 aprile 2021
18:21

Lavoratori esposti al pericolo del contagio e allo stesso tempo con salari ridotti, nonostante le aziende per le quali prestano servizio non siano state toccate dai danni economici indotti dalla pandemia. La Faisa Cisal Calabria apre uno squarcio sul mondo del trasporto pubblico locale e punta il dito contro alcune imprese che avrebbero messo in atto «inaccettabili ed insieme ipocrite le strumentalizzazioni nel tentativo di confondere i lavoratori e trarre ancor più vantaggio».

«Il settore del Tpl (Trasporto Pubblico Locale) - afferma la sigla - non ha accusato, infatti, colpi di sorta ed è stato anzi destinatario di importati risorse, erogate dalla Regione Calabria e dallo Stato che, insieme al massiccio ricorso al Fondo bilaterale di solidarietà ed alla cassa integrazione, hanno ben riparato le società di trasporto. Ad essere esposti in maniera degna di rilievo sono stati invece i lavoratori, colpiti due volte: la prima dall’esposizione al contagio; la seconda dalla erosione del salario».


«Il tutto reso ancor più difficile – incalza il sindacato - se possibile, dalla disattenzione di moltissime aziende che, anziché promuovere i dipendenti, non si sono per nulla preoccupati di integrare il venti per cento del salario non erogato durante il periodo di ricorso al sostegno al reddito. Non possiamo accettare le filastrocche raccontate dalle tante imprese che, ancora oggi, mirano solo al ricorso a tutte le opportunità legislative loro riservate per recuperare risorse mentre coloro i quali assicurano la mobilità dei cittadini, ossia i dipendenti, attendono una qualche briciola che incrementi il magro salario con il quale fanno i conti da più di un anno».

«Non consentiremo che il Covid-19, che tante difficoltà sta generando e tante vite portando via, costituisca la scusa per convincere i lavoratori, una volta di più, che mala tempora currunt per il settore, quando così non è. E mentre il rischio del contagio connesso all’onere di assicurare il servizio è tutto in capo ai conducenti e agli altri addetti che operano sul campo – aggiunte Faisa Cisal - molti datori di lavoro si piangono addosso, dai loro comodi scranni, aspettando in pantofole il riaffiorar della manna».

«Un capitolo a parte è la lunga percorrenza – prosegue la nota stampa - alla quale la politica dovrebbe assicurare maggiori risorse per fronteggiare il fermo dei servizi, ove effettivamente non erogabili, e alla quale le autorità e le forze di polizia preposte ai controlli dovrebbero riservare l’attenzione necessaria a scoraggiare la concorrenza sleale da parte di chi comprime i diritti dei lavoratori e/o vìola le norme sui riposi per imporsi sul mercato».

«Appare chiaro – conclude il sindacato -che bisogna rivendicare un’attenzione ai dipendenti, che oggi non c’è. E noi questo faremo, con tutti i mezzi offerti dalla legge e con la dovuta determinazione».

Giornalista
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