Turismo in calo ma la Calabria è tra le mete italiane preferite

La regione si piazza al quinto posto. È quanto emerge da una indagine condotta da Cna Turismo. Mare e montagna in testa, è crisi profonda per le città d’arte

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di Redazione
30 luglio 2020
11:47
Arcomagno, San Nicola Arcella
Arcomagno, San Nicola Arcella

La Calabria è tra le mete turistiche italiane preferite dai vacanzieri. Puglia, Toscana e Sicilia in testa. Quindi, nell'ordine poi Sardegna, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Liguria. È il risultato di una indagine condotta da Cna Turismo sui propri associati relativa alle mete italiane preferite dai turisti nel prossimo mese di agosto.

Il calo - rileva Cna - è alquanto generalizzato. Pesa soprattutto l'assenza, o quasi, di stranieri e anche di gruppi organizzati che hanno rapidamente mutato il panorama delle vacanze in Italia. È giocoforza muoversi da soli, in coppia, al massimo in famiglia o tra pochi amici. L'industria delle vacanze può contare praticamente solo sugli italiani. Ma anche i nostri connazionali hanno ridotto le ferie. Benché ci siano incoraggianti e diffusi segnali di ripresa. Su quanti andranno in villeggiatura, comunque, incombe il timore di una ripresa dell'epidemia. E rimane, di conseguenza, la paura di andare nelle aree più colpite, preferendo le regioni dove il virus ha fatto meno danni, senza nemmeno sottoporsi a lunghe trasferte.

Il mare rimane al primo posto nell'immaginario turistico tricolore. Quando è possibile, il vacanziere italiano privilegia l'abbinamento di spiaggia e percorsi enogastronomici, d'abitudine più avvezzi ai piccoli numeri che alle comitive. Il mare divide il favore degli italiani con montagna e collina. Continua invece la crisi, profonda, delle città d'arte, tranne poche eccezioni come Venezia e Matera. Le coste del Salento, tirrenico e jonico, del Gargano, del Barese trainano il risultato della Puglia.

Turismo di prossimità

La Versilia, le isole (Elba in primis), il Grossetano fanno la fortuna della Toscana. Così come praticamente tutte le località costiere della Sicilia e della Sardegna serviranno a parare i colpi peggiori della crisi. Le costiere (amalfitana e sorrentina), le isole, il Cilento sono le destinazioni preferite dai turisti che da ogni parte d'Italia sono intenzionati a privilegiare la Campania. Località magari storicamente meno conosciute ma altrettanto in grado di calamitare i turisti rappresentano mete ambite in Calabria.

Conserva una posizione importante, ma con profonde ferite, l'Emilia Romagna con Liguria e Marche (quest'ultima, in particolare, grazie al Conero) a loro volta in buona posizione. Dappertutto, in questa estate critica, la carta vincente delle località di vacanza in generale, e balneari in particolare, è il turismo di prossimità, quello che proviene dall'ambito regionale. Il turismo di chi non va lontano ma una vacanza, per quanto atipica, vuole godersela lo stesso. Vale per il Lazio, con il litorale anelato in particolare dai romani, e così per Veneto, Basilicata, Abruzzo, Molise, Friuli Venezia Giulia.

La "regina" di colline e montagne è il Trentino Alto Adige ma anche Lombardia, Piemonte e soprattutto Val d'Aosta si stanno assicurando una fetta di "aficionados" delle vette e anche solo delle passeggiate per sentieri. Nel complesso, tra marzo e maggio il movimento economico del turismo in Italia si è contratto di circa 52 miliardi di euro, generati da 80 milioni di presenze. Una catastrofe, soprattutto per attività ricettive e di ristorazione, per il trasporto persone, per le agenzie di viaggio. Ma non è andata meglio a giugno e le stime di luglio nemmeno sembrano rosee. Il settore ora si vede costretto a puntare su agosto (e forse settembre. In Italia, infatti, nel comparto si contano ben più di 230mila imprese, di cui 33mila alberghiere, 183mila extra-alberghiere, 17mila mila agenzie di viaggio e tour operator.

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