Il report

«Omicron annulla le vacanze di Natale a 8 milioni di italiani»: l’analisi

Il 48% ha scelto di non partire mentre il 16% ha già disdetto la prenotazione dopo la notizia della variante. Decisi a soggiornare fuori casa il 24% dei cittadini. I dettagli del report Demoskopika

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20 dicembre 2021
11:09

Poco più della metà degli italiani (52%) avrebbe deciso di andare in vacanza per le festività di fine anno, con il 24% che ha già prenotato. Al netto di chi è ancora indeciso (15%), gli italiani pronti a fare le valigie sarebbero 18 milioni e 9 su 10 sceglieranno mete italiane. Sul versante opposto, sono 24 milioni gli italiani che hanno scelto di non partire (48%): il 12,4% di costoro perché «pur volendo ha ancora timore a viaggiare» e il 16% (ben 8 milioni) ha addirittura cancellato la prenotazione dopo la notizia della variante Omicron. Emerge dal borsino delle vacanze di fine anno di Demoskopika che l'Ansa pubblica in anteprima.

Le località scelte dagli italiani per le vacanze

L’analisi si concentra poi sulle mete più ricercate. Nel dettaglio, la scelta della tipologia di vacanza in montagna è rappresentata da circa un terzo del campione (31%) che ha dichiarato l'intenzione di andare in vacanza, modalità di risposta immediatamente seguita dalla volontà di conoscere e pernottare in una città d'arte italiana (27,1%). Più che significativa, inoltre, la quota degli italiani che ha optato per trascorrere il periodo festivo in campagna (14,3%) o al lago (11,9%). Seguono, nel ranking delle mete individuate dagli italiani, il mare (9,6%) e le vacanze termali (6,1%).


Si torna negli alberghi, cala il “fai da te”

Torna protagonista la ricettività alberghiera. Cala il "fai da te". La maggior parte degli italiani che hanno scelto di andare in vacanza utilizzerà il sistema ricettivo alberghiero o extra-alberghiero. In particolare, il 29% non intende rinunciare all'albergo e il 12,1% all'ospitalità del villaggio turistico. Sul versante extra-alberghiero, inoltre, le scelte ricadranno principalmente sui bed and breakfast (27%) seguiti dall'agriturismo (4,8%) e dalla scelta del campeggio (1,2%). L'offerta ricettiva tradizionale, dunque, ritorna ad essere preferita rispetto al "fai date" la cui scelta dei vacanzieri, in un solo anno, si è ridotta di oltre 14 punti percentuali: 25,8% nell'anno in corso rispetto al 40% del 2020. In particolare, il 19,1% del campione opta per le case prese in affitto, mentre il 6,8% per immobili di proprietà della famiglia o ospite di parenti e amici.

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