A 82 anni, sul Monte Poro, nel Vibonese, custodisce utensili, antichi mestieri e tradizioni rurali per tramandare alle nuove generazioni la memoria di un mondo che rischia di scomparire
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Fin da ragazzo amava intagliare nel legno scene e figure della vita quotidiana contadina. Lo faceva di nascosto, per timore di essere rimproverato dal padre o di essere considerato uno stravagante. Eppure, già allora, Annunziato Monteleone sentiva il desiderio di custodire e tramandare la memoria di un mondo fatto di lavoro, sacrifici e tradizioni. Oggi, a 82 anni, continua a vivere nel segno della sua passione di sempre, la campagna e le sue pecore. Pastore per una vita intera, ha scelto di dedicare le proprie energie a un progetto che affonda le radici nel passato e si propone di preservare le tradizioni di un tempo. Nella sua campagna, sul Monte Poro, nel Vibonese, ha costruito una capanna di paglia e canne, simile a quelle che un tempo offrivano riparo ai pastori durante le lunghe giornate trascorse nei campi. Luoghi semplici, ma fondamentali nella vita rurale, dove ci si riposava e si lavorava il latte per ricavarne formaggio e ricotta. All’interno della capanna, Annunziato ha raccolto strumenti e utensili della tradizione contadina, oggetti appartenuti prima al nonno, poi ai genitori e infine utilizzati da lui stesso. Testimonianze concrete di un’esistenza scandita dai ritmi della natura, in cui ogni attrezzo conserva il ricordo di un gesto, di un mestiere e di una conoscenza tramandata di generazione in generazione. Quella capanna è oggi molto più di un semplice rifugio, è un piccolo museo della civiltà contadina, nato dalla volontà di salvaguardare un patrimonio di saperi e tradizioni che rischia di andare perduto. Un luogo in cui il passato continua a vivere attraverso gli oggetti e i ricordi di chi lo ha attraversato in prima persona. La storia di Annunziato Monteleone è quella di un uomo che, dopo una vita trascorsa tra pascoli e lavoro, continua a guardare alle proprie radici con lo stesso rispetto di un tempo. Un impegno silenzioso, il suo, per consegnare alle nuove generazioni la memoria di un mondo in cui la semplicità degli oggetti racchiudeva il valore della fatica, dell’ingegno e della vita quotidiana.
Il racconto sarà al centro del nuovo appuntamento con LaC Storie, in onda domenica 25 ottobre alle ore 12:00.

