Giovedì 27 agosto alle 22 su LaC Tv torna il format “I giorni della storia”. Una puntata che proverà a dare delle risposte sull’emergenza climatica: non è allarmismo, è prevenzione
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Il clima è completamente cambiato. E non è più una previsione per il futuro: è una realtà con cui dobbiamo già fare i conti. Ondate di calore, incendi, siccità, piogge violente, alluvioni, mareggiate e cicloni mediterranei stanno mettendo sotto pressione territori e comunità.
Anche la Calabria ha già pagato un prezzo pesante. Gli eventi meteorologici estremi dello scorso inverno hanno lasciato danni, coste ferite, fiumi e torrenti sotto osservazione e una domanda che non può essere rimandata: siamo davvero più preparati di prima?
Mentre altri Paesi cercano di organizzarsi davanti a un clima sempre più difficile da prevedere e gestire, il rischio è che in Italia si continui a parlare di emergenze soltanto quando l’emergenza è già arrivata.
E allora LaC decide di guardare in faccia il problema e mettere intorno allo stesso tavolo chi il clima lo studia e chi ogni giorno è chiamato a fronteggiarne gli effetti.
Il clima è impazzito. Quali rischi per la Calabria? La nostra regione si sta attrezzando ad affrontare situazioni di particolare pericolo per la popolazione ?
Se ne discuterà Giovedì 27 agosto alle 22.00 su LaC TV, una puntata speciale de I Giorni della Storia ideata e condotta dal direttore Franco Laratta, affronterà uno dei temi più urgenti del nostro tempo.
In studio saranno chiamati a confrontarsi esperti di clima, studiosi, vertici della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. Voci diverse, competenze diverse, ma una stessa domanda: quanto è diventato vulnerabile il nostro territorio e quanto siamo pronti a proteggerlo?
Partiremo da ciò che è accaduto.
Che cosa ci hanno insegnato i cicloni dello scorso inverno?
Sono stati soltanto eventi eccezionali oppure rappresentano ciò che dobbiamo aspettarci sempre più spesso?
La Calabria è stata interessata da importanti eventi meteorologici nel 2026, tanto da essere oggetto di provvedimenti nazionali di emergenza e di interventi urgenti di Protezione civile.
Ma soprattutto: che cosa è stato fatto dopo? Sono stati realizzati interventi straordinari sulla montagna? Sono stati messi in sicurezza fiumi, torrenti e versanti? Quanto è stato fatto per prevenire frane e alluvioni? Quanto resta ancora da fare?
Sono domande scomode, ma necessarie. Perché non possiamo limitarci a contare i danni dopo ogni evento estremo. La vera sfida è arrivare prima: prevenire, mettere in sicurezza, adattare città e territori, proteggere le persone. Rafforzare la Protezione civile è indispensabile, così come dotare di più mezzi e uomini i Vigili del fuoco.
Anche l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale è intervenuta in Calabria dopo gli effetti prodotti dai cicloni del 2026, nell’ambito delle verifiche disposte dalla Protezione civile.
E mentre il Mediterraneo continua a scaldarsi, la domanda diventa ancora più urgente: quale Calabria ci aspetta? Una Calabria più calda, più fragile, più esposta agli incendi e alla siccità?
Una Calabria costretta a fare i conti con precipitazioni sempre più intense e concentrate?
Una Calabria dove il rischio idrogeologico e quello climatico finiranno per sovrapporsi sempre di più?
Non è allarmismo. È prevenzione.
E proprio per questo LaC chiama a raccolta gli esperti. Per capire cosa sta succedendo. Per sapere quali sono i rischi reali. Per verificare cosa è stato fatto. E soprattutto per capire che cosa dobbiamo fare adesso, prima della prossima emergenza.
Il pianeta brucia. La Calabria non può permettersi di aspettare.


