Al ristorante di sera e palestre aperte anche in zona rossa: le linee guida delle Regioni

Le nuove misure saranno proposte nel pomeriggio al Governo. Sarà necessario mantenere un distanziamento di almeno due metri anche in bar e cinema 

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di Redazione
15 aprile 2021
13:02

La Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida messe a punto dai tecnici dei territori per definire le riaperture delle prossime settimane. Nel pomeriggio saranno poi sottoposte al Governo e al Comitato tecnico scientifico. Le misure previste per ristorazione, palestre e piscine e cinema e spettacoli dal vivo, possono essere applicate anche nelle zone rosse.

Ristoranti

Prevista la riapertura dei ristoranti anche di sera, con le dovute attenzioni. Occorre privilegiare le prenotazioni e «disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno due metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno un metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)». Le linee guida riguardano sia il pranzo sia la cena: «Le misure - si legge nella boza - se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena».


Bisognerà mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni.  Inoltre si sottolinea che i «clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo» e «non potranno essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere».

Bar

«Dopo le 14 consentire solamente la consumazione al tavolo» nei bar, si legge nella bozza. «Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale», prosegue il documento. «Laddove possibile - raccomandano le Regioni nel 'capitolo' dedicato alla ristorazione - privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro».

Partite a carte e giornali

Nei bar si torna a giocare a carte e a sfogliare i giornali seduti ai tavolini: «È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell’utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani», si legge infatti nella bozza. «Sono consentite le attività ludiche che prevedono l'utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi».

Nel documenti si sottolinea che le misure «possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato».

Cinema e teatro

Almeno un metro di distanza - frontale o laterale - tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla.

Palestre

Le palestre possono restare aperte «anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio» purché rispettino regole, distanziamento e integrino le norme «con strategie di screening periodico del personale non vaccinato». Nel documento tra le altre cose si prevede per le palestre di «redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C».

«Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi. Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa)».

Piscine

In piscina solo con almeno 7 metri quadrati d'acqua a disposizione per nuotatore. Per le aree solarium e verdi - si legge poi nel documento - necessario assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto in base agli indici sopra riportati».

Vi sono poi tutta una serie di regole per garantire riaperture in sicurezza delle piscine, tra queste la raccomandazione a «privilegiare l’accesso agli impianti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni; Organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere); tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali».

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