Ballottaggi, la Lega espugna Ferrara: è la prima volta dal Dopoguerra

Confermata la sostanziale crescita del partito del Carroccio, di Forza Italia e Fratelli di Italia che strappano cinque capoluoghi ai dem. A Livorno la spunta il centrosinistra mentre il Movimento 5 stelle vince a Campobasso

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di Redazione
10 giugno 2019
09:49

Ferrara, storica roccaforte rossa, per la prima volta, dal Dopoguerra a oggi, cede il passo alla destra con la vittoria del sindaco Alan Fabri che sorpassa di diecipunti percentuali il centro sinistra. I ballottaggi - con le elezioni in 186 comuni italiani - confermano una sostanziale crescita del centrodestra che strappa 5 capoluoghi al Partito Democratico. Ritorno a sinistra per Livorno - dopo la parentesi pentastellata di Filippo Nogarin - e successo per il Movimento 5 Stelle nell'unico ballottaggio in cui era in corsa, quello di Campobasso dove è stata sconfitta la candidata del Carroccio Maria D’Alessandro.

Le roccaforti rosse cedono il passo alla destra

Il Partito democratico torna a vincere a Livorno con Luca Salvetti (7 a 7 al secondo turno, 13 a 12 nella tornata) , che riconquista così la città che aveva perso cinque anni fa. Il centrosinistra tiene testa anche a Prato, Reggio Emilia, Cesena e Cremona.

A Forlì crolla la bandierina rossa: Gian Luca Zattini sarà il primo sindaco di centrodestra dopo oltre 30 anni, e – fuori dai capoluogo – di Piombino, città operaia da sempre posizionata a sinistra. Può esultare anche Fratelli d’Italia con il successo di Mauro Fioravanti ad Ascoli.

I risultati vedono il successo della Lega, insieme al centrodestra, anche in un'altra storica roccaforte rossa, quella di Novi Ligure, città della Pernigotti. A vincere il ballottaggio è stato Gian Paolo Cabella, esponente del Carroccio, che ha avuto la meglio sul candidato del Pd, Rocchino Muliere.

A Biella è Claudio Corradino, candidato di Lega, Fi e Fdi, a vincere la sfida interna del centrodestra, conquistando il successo su Donato Gentile, in corsa per alcune liste civiche. In Umbria il centrodestra batte il centrosinistra per 4-1, lasciando agli avversari solo Gubbio.

A Potenza la spunta Mario Guarente della Lega che, nel suo discorso di ringraziamento, rilancia uno slogan comparso nei giorni scorsi nel capoluogo lucano. «Prima gli ultimi - ha detto - è anche un nostro slogan».

Ad Avellino, dove la sfida era tutta interna al centrosinistra, ha vinto di una manciata di voti Gianluca Festa, sostenuto da alcune liste civiche di centrosinistra, su Luca Cipriano sostenuto da Pd e liste civiche.

I commenti social dei politici

«Ora per la Lega tira una brutta aria», ha dichiarato il candidato vincente e primo cittadino del capoluogo molisano, Roberto Gravina (M5s). Tutt'altro che preoccupato sembra essere il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che con un tweet notturno ha osannato le «straordinarie vittorie della Lega ai ballottaggi». «Abbiamo eletto sindaci dove governava la sinistra da settant'anni», ha detto. Il vicepremier Luigi Di Maio appare più cauto quando dichiara che la «Vittoria a Campobasso non è trofeo. Serve una organizzazione».

Chi ostenta soddisfazione è anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Anche lui affida ai social il suo commento politico, parlando di «belle vittorie e belle conferme» ribadendo che «l'alternativa a Salvini c'è ed è un nuovo centrosinistra». 

Affluenza in calo

La tornata elettorale per i ballottaggi ha registrato, però, un forte calo dell'affluenza rispetto al primo turno, con un -16% , frutto anche del primo weekend con temperature in aumento e gite fuori porta per gli italiani che hanno, presumibilmente, preferito restare al mare.

 

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