Il presidente uscente ottiene il 51,74% dei voti e supera Flavio Bolsonaro, fermo al 48,2%. Il figlio dell’ex presidente annuncia un ricorso per chiedere l’annullamento del voto
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epa13332180 Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva (L), who won the runoff election with 51.79 percent of the vote, compared to 48.21 percent for far-right Senator Flavio Bolsonaro, reacts to supporters in Sao Paulo, Brazil, 25 October 2026. EPA/ISAAC FONTANA
Luiz Inácio Lula da Silva trionfa alle elezioni presidenziali brasiliane e conquista per la quarta volta la presidenza del Paese. Dopo una rimonta definita storica, l’esponente della sinistra ha superato al ballottaggio Flavio Bolsonaro, candidato sostenuto dall’area trumpiana, ottenendo il 51,74% dei consensi contro il 48,2% dello sfidante.
«Ringrazio la generosità dei giovani brasiliani che si sono battuti a difesa della democrazia», ha dichiarato Lula a caldo, mentre San Paolo si preparava a festeggiare il risultato.
La vittoria va oltre le previsioni della vigilia, che indicavano una sfida particolarmente serrata. Per Lula si tratta di un’affermazione dal forte valore politico, destinata ad avere ripercussioni anche sugli equilibri dell’America Latina, dove negli ultimi anni si è rafforzata la destra vicina alle posizioni di Donald Trump.
Non si è fatta attendere, tuttavia, la reazione di Flavio Bolsonaro, che ha annunciato l’intenzione di chiedere l’annullamento delle elezioni. Al centro della contestazione la decisione di prolungare di due ore le operazioni di voto, misura che, secondo il candidato sconfitto, avrebbe modificato le regole durante lo svolgimento delle consultazioni.
«È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l’annullamento del voto», ha dichiarato Bolsonaro, sostenendo che si tratterebbe di un precedente senza paragoni nella storia del Paese. La contestazione si scontra però con le prime prese di posizione istituzionali a favore della regolarità dell’esito elettorale. I presidenti delle due Camere avevano infatti già ratificato il risultato prima dell’annuncio del ricorso da parte dello sfidante.
Il successo di Lula rappresenta anche un segnale per le forze progressiste internazionali. La sua affermazione viene letta come un freno all’avanzata delle destre populiste in America Latina e come una conferma del peso delle politiche sociali in un Paese segnato da profonde disuguaglianze. Tra i temi centrali della campagna elettorale figurano la tutela dei diritti delle minoranze, le politiche a favore delle comunità indigene e il contrasto alla povertà. Grande attenzione anche alla difesa dell’Amazzonia, questione di rilievo internazionale per la salvaguardia degli equilibri climatici. A pesare sul risultato sarebbe stata anche la partecipazione elettorale, con una riduzione dell’astensione rispetto al primo turno. Un segnale della mobilitazione di una parte dell’elettorato che, secondo le prime analisi, potrebbe aver scelto Lula per scongiurare un ritorno al potere della famiglia Bolsonaro. Per il presidente uscente si apre ora una nuova fase politica, accompagnata dalle aspettative di milioni di brasiliani e dalle tensioni con un’opposizione che, già nelle prime ore dopo il voto, ha messo in discussione il risultato.

