Covid, casi «anche tra vaccinati ma incidenza 10 volte più bassa»: le precisazioni Iss

L'Istituto superiore della sanità ribadisce l'importanza della vaccinazione che «protegge all'88% dall'infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia»

di Redazione
20 luglio 2021
21:03

Nuovo aggiornamento delle 'Faq' sui casi Covid-19 registrati tra i vaccinati, elaborato dall'Istituto superiore di sanità (Iss). «Se le vaccinazioni anti-Covid nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica l'effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati - si legge - In questi casi, però, l'incidenza (intesa come il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione), è circa 10 volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questi numeri, se letti correttamente, quindi, ribadiscono quanto la vaccinazione sia efficace».

Fiducia nelle vaccinazioni

I numeri di Covid-19 nella popolazione vaccinata sono 'falsati' da un effetto «paradosso atteso e ben conosciuto, che bisogna saper riconoscere per evitare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione» spiega l'Istituto superiore di sanità. «La vaccinazione anti Covid-19, come accade per tutte le vaccinazioni, non protegge il 100% degli individui vaccinati», premette l'Iss. «Attualmente - ricorda - sappiamo che la vaccinazione, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge all'88% dall'infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia. È quindi possibile e atteso un limitato numero di casi di infezione, di ricoveri ospedalieri, di ricoveri in terapia intensiva e di decessi anche tra i vaccinati, in numeri estremamente più bassi se confrontati a quelli che si verificano tra i soggetti non vaccinati».


«Con l'aumentare della copertura vaccinale - prosegue l'Iss - decresce il numero dei casi proprio per l'efficacia della vaccinazione: questo comporta che i pochi casi tra i vaccinati possano apparire proporzionalmente numerosi; in gruppi di popolazione con una copertura vaccinale altissima, la maggior parte dei casi segnalati si potrebbe così verificare in soggetti vaccinati, solo perché la numerosità della popolazione dei vaccinati è molto più elevata di quella dei soggetti non vaccinati». Ecco appunto il "paradosso" sul quale l'Istituto superiore di sanità ci tiene a far luce. «I sistemi di sorveglianza, inoltre - spiega l'Iss - non rendono evidenti i casi di malattia evitati dalla vaccinazione, ma fanno emergere solo quelli che si ammalano malgrado la vaccinazione».

Rischio varianti

Il vaccino anti-Covid, «quando somministrato con l'intero ciclo - è scritto inoltre nell'aggiornamento delle 'Faq' - è efficace a proteggere la popolazione. Tuttavia va ricordato che, più il virus circola - ad esempio per una copertura vaccinale non ottimale in tutte le fasce di età e/o per il non rispetto delle restrizioni - maggiore è il rischio che il virus venga trasmesso a soggetti a rischio di malattia severa anche se vaccinati» e che favorisca «il fenomeno della comparsa di nuove varianti».

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