Covid, il Cts: «Prorogare stato di emergenza fino al 31 luglio». Ecco perché

Nel parere fornito al Governo, gli esperti del Comitato tecnico scientifico indicano quattro motivi per cui è necessario fronteggiare la pandemia mantenendo gli strumenti emergenziali

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di Redazione
12 gennaio 2021
23:01

Prorogare lo stato d'emergenza fino al 31 luglio. Sarebbe questa l'indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha dato al Governo in vista del nuovo Dpcm. Gli esperti del Cts ribadiscono la loro contrarietà all'allentamento delle misure restrittive e dalla loro parte sembrerebbero esserci i numeri.

Altri 14mila contagi in un giorno e un tasso di positività che non riesce a scendere sotto il 10% da giorni ma, soprattutto, ancora 616 vittime in 24 ore: dall'inizio dell'emergenza il virus si è portato via quasi 80mila persone.


Gli scienziati, nel parere al Governo, indicano quattro elementi che secondo loro rendono necessario il prolungamento dello stato d'emergenza. Innanzitutto, l'impatto ancora importante che la curva del virus ha sui posti letto in terapia intensiva e in area medica: in base ai dati dell'ultimo monitoraggio, 13 regioni e province autonome hanno superato la soglia critica.

Ma non solo: c'è da tener conto della campagna vaccinale, che a breve entrerà nel vivo e non deve essere inficiata da un aumento esponenziale dei contagi; c'è una situazione internazionale «preoccupante», come dimostra quanto sta avvenendo in Gran Bretagna e Germania; c'è il rischio di una sovrapposizione tra l'influenza stagionale e il Covid che potrebbe provocare un sovraccarico dei servizi sanitari.

Serve dunque fronteggiare la pandemia, è la conclusione degli esperto del Cts, con gli strumenti che garantisce lo stato d'emergenza, almeno fino alla fine di luglio quando il vaccino avrà raggiunto una fetta consistente della popolazione.

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