Ciechi che guidavano e paralitici sorpresi a ballare, truffa sulle invalidità a Palermo

VIDEO | Una vera e propria fabbrica di falsi invalidi a Palermo. In manette gli organizzatori della truffa, fra i 33 indagati anche medici e impiegati Inps

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di Redazione
14 gennaio 2020
10:42

Ciechi in grado di leggere le lettere prese dalla cassetta delle poste, persone paralitiche che guidavano l'auto, individui con l'indennità d'accompagnamento beccati a esibirsi in balli di gruppo: sono i falsi invalidi che ogni mese percepivano illecitamente indennità previdenziali o assistenziali grazie a un'organizzazione, scoperta dalla Guardia di Finanza, che operava nel Palermitano e si occupava, in cambio di denaro, di tutta la trafila per ottenere il sussidio.

Due sono le persone arrestate e decine quelle indagate.

Denunciati medici e dipendenti pubblici

L’ultima inchiesta  coordinata dalla procura di Palermo e scoperta dagli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria ha smascherato dodici falsi invalidi fra la città e la provincia.

La rete di complicità era messa in campo da due insospettabili: Antonino Randazzo, 56 anni, pensionato di Terrasini (Palermo) è finito in manette e il suo più stretto collaboratore, Filippo Accardo, 49 anni, responsabile di un Caf a Camporeale, è agli arresti domiciliari. Entrambi sono accusati di concorso in truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica e traffico di influenze illecite

Gli indagati denunciati a piede libero sono 33: nella lista degli investigatori ci sono medici generici e specialisti, componenti delle commissioni dell’Asp, impiegati dell’Inps e responsabili di Caf.

L’organizzazione

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, i due arrestati erano al vertice dell'organizzazione, che si avvaleva di una serie di collaboratori e complici, e avevano messo in piedi un sistema talmente rodato negli anni che erano diventati una sorta di punto di riferimento per chi volesse ottenere le indebite prestazioni previdenziali.

Ai procacciatori di clienti spettava il compito di trovare, tra coloro che sembravano più bisognosi e disponibili a chiedere un aiuto, le persone disposte a partecipare alla truffa.

Una volta individuati, i soggetti venivano indirizzati verso i medici compiacenti che firmavano i certificati con le false patologie per richiedere le indennità. Comprare una falsa pensione d’invalidità costava le prime dodici mensilità. Adesso, è scattato anche un sequestro per i due arrestati, ammonta a 100 mila euro.

E le indagini proseguono, anche grazie alla collaborazione dell'Inps: gli investigatori sono sulle tracce di altre truffe.

Le intercettazioni

«Le indagini hanno fatto emergere un modus operandi consolidato negli anni», spiega il colonnello Gianluca Angelini, il comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo.

Le intercettazioni disposte dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco hanno svelato il giro d’affari: «Sono come una prostituta», diceva l’organizzatore del giro e  si vantava: «E’ purtroppo per virtù. L’importante è che non sono conosciuto per quello che fa male cose alle persone». E ancora: «Io ho le mani in pasta ovunque». In un altro dialogo con un falso invalido rassicurava: «Quel medico è cosa nostra, come dicevano gli antichi». A un medico complice diceva invece di confezionare un falso certificato ben fatto: «Fallo bello pesante, queste carogne l’ultima volta l’hanno rigettato».

 

La gang utilizzava spesso un escamotage: attestava che l'invalido non poteva spostarsi da casa, perché costretto a letto, in questo modo veniva evitata la visita della commissione collegiale.

 

 

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