Il figlio di Beppe Grillo accusato di violenza sessuale di gruppo

Il 19enne insieme a tre amici è indagato dalla procura di Tempio Pausania dopo un presunto stupro nella villa di Porto Cervo del padre. La denuncia è di una modella scandinava e i fatti risalgono al 16 luglio, ma la donna sarabbe andata dai carabinieri solo al termine della vacanza

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6 settembre 2019
10:32
Ciro Grillo in un’immagine diffusa su Instagram
Ciro Grillo in un’immagine diffusa su Instagram

Il figlio di Beppe Grillo, Ciro di 19 anni, e tre amici sono indagati per una presunta «violenza sessuale di gruppo», che sarebbe avvenuta nella villa del comico a Porto Cervo in Sardegna. La donna che accusa i quattro ragazzi, tutti ventenni, è una giovane modella scandinava di 19 anni incontrata in una discoteca in Costa Smeralda e lo stupro sarebbe accaduto «al termine di una notte di eccessi alcolici».

 

La vicenda è riportata dal quotidiano "La Stampa". Nella versione dei quattro giovani - tutti figli di imprenditori, medici e professionisti della Genova bene - il rapporto è stato consenziente. I quattro giovani ieri sono stati interrogati per ore dal magistrato Laura Bassani, pubblico ministero della Procura di Tempio Pausania, titolare del fascicolo.

 

I carabinieri di Milano hanno acquisito tutti i cellulari e un video, la cui interpretazione però non sarebbe univoca, per la vittima dimostrerebbe la violenza, per la difesa (gli avvocati dei ragazzi) il contrario, e cioè che la ragazza era consenziente. I giovani si sono difesi negando ogni addebito. E i legali hanno messo in luce alcune debolezze del racconto fornito dalla ragazza alle forze dell'ordine. Tre su tutte: il ritardo della denuncia, presentata dalla modella al suo ritorno a Milano, una decina di giorni dopo i fatti: prima si sarebbe presentata in caserma, poi in una clinica lombarda. La 19enne avrebbe poi continuato la vacanza per un'altra settimana e la pubblicazione di foto del viaggio sui social network, anche dopo che si sarebbe consumata la presunta violenza sessuale. I fatti risalgono al 16 luglio. Fra gli elementi al vaglio degli investigatori non c' è solo il video. L' inchiesta ora non riguarda solo l' accertamento del consenso al rapporto sessuale, ma anche un eventuale stato di minorata difesa legato alla predominanza fisica e numerica dei quattro ragazzi o, eventualmente, allo stato psicofisico alterato della ragazza.

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