Marò, dopo 8 anni riconosciuta l’immunità: l’India non può giudicarli

Il Tribunale arbitrale internazionale ha dato ragione all'Italia che dovrà comunque rispondere economicamente dei danni causati dai due militari

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2 luglio 2020
14:16
I due marò italiani (foto Ansa)
I due marò italiani (foto Ansa)

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all'Italia. I giudici hanno riconosciuto "l'immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all'India viene pertanto precluso l'esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.
Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni. Lo rende noto la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell'Italia.


Inoltre, secondo il Tribunale "l'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala.
Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti. 

 

Il 15 febbraio 2012 a largo delle coste indiane i due marò della Marina militare italiana rimasero coinvolti in un attacco da parte di presunti pirati indiani alla nave Enrica Lexie, che loro erano incaricati di difendere insieme ad altri quattro loro colleghi. Avvicinati dall’imbarcazione sospetta, i marò misero in atto le manovre di anti pirateria e spararono dei colpi di avvertimento che uccisero due pescatori a bordo. Da lì nacque una vera e propria controversia internazionale.

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