La guerra senza fine

Un raid israeliano a Beirut uccide il numero due di Hamas: tensione altissima, esercito in massima allerta

La polveriera mediorientale rischia di esplodere. L’incursione che ha colpito l’edificio dove si trovava Saleh al-Arouri ha causato altre vittime. Il governo Netanyahu: «Non è un attacco al Libano o a Hezbollah, ma ai leader terroristici»

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di Giusy Criscuolo
2 gennaio 2024
22:06

E’ stato il movimento Hamas ad annunciare l'uccisione del numero due dell’organizzazione nonché leader dell'ufficio politico Saleh al-Arouri, ucciso in un raid israeliano che ha preso di mira un edificio nel sobborgo meridionale di Beirut, roccaforte del movimento libanese di Hezbollah, dove si trovava.

A dare la notizia ai media, una fonte della sicurezza libanese che avrebbe dichiarato all'Agence France-Presse che Al-Arouri è stato ucciso in un raid israeliano mirato. Nell'attacco hanno perso la vita alcuni dei suoi compagni. I nomi dei militari sono stati resi noti dalla TV Al-Aqsa appartenete al movimento, che ha riferito che i due uomini erano rispettivamente i comandanti della Brigata Izz al-Din al-Qassam, Samir Fandi Abu Amer e Azzam al-Aqra' Abu Ammar.


Subito dopo l’annuncio del movimento il Jihad palestinese ha considerato l’assassinio di Al-Arouri un tentativo da parte di Israele di espandere la portata del conflitto e trascinare l’intera regione in guerra dopo quello che loro definiscono “il fallimento militare nella Striscia di Gaza”.

Il movimento ha dichiarato in un comunicato: «Israele sta cercando di uscire dall'impasse politica che sta vivendo dopo 90 giorni di guerra barbara e genocidio e dopo aver fallito nell'imporre le sue condizioni al popolo palestinese. Piuttosto, le forze della resistenza hanno avuto il sopravvento politicamente e militarmente». Il Jihad ha promesso che «L’assassinio di al-Arouri non rimarrà impunito e che la resistenza continuerà fino alla sconfitta dell’occupazione. Izzat al-Rishq, un leader di Hamas, ha affermato sul suo account Telegram «Gli omicidi dimostrano ancora una volta il fallimento di Israele nel raggiungere uno qualsiasi dei suoi obiettivi nella Striscia di Gaza».

Una dura condanna arriva dal ministro palestinese Muhammad Shtayyeh che ha dichiarato che l’assassinio del numero due di Hamas potrebbe avere gravi ripercussioni: «Questo crimine, che porta l’identità dei suoi autori, è pericoloso e potrebbe avere gravi ripercussioni. Portiamo le nostre più sentite condoglianze e sinceri sentimenti di simpatia al movimento Hamas e alla famiglia del martire».

L’agenzia nazionale di stampa libanese ha riferito che oltre agli obiettivi mirati d’Israele, altre sei persone sono state uccise e altre ferite mentre il drone israeliano prendeva di mira l’ufficio di Hamas nel sobborgo meridionale di Beirut.

Da parte sua, il primo ministro libanese Najib Mikati ha denunciato l’attacco nel sobborgo meridionale di Beirut, definendolo un “nuovo crimine israeliano”: «Il Libano è impegnato nelle risoluzioni di legittimità internazionale, e la decisione di entrare in guerra è nelle mani di Israele, e ciò che è necessario è scoraggiarlo e fermare la sua aggressione».

Chi era al-Arouri

Al-Arouri (57 anni) era il vice capo dell'ufficio politico di Hamas dal 2017. È stato arrestato per più di 18 anni in diversi periodi nelle carceri israeliane, ed è stato deportato per decisione israeliana fuori dalla Palestina quando è stato rilasciato per motivi di sicurezza. L'ultima volta nel 2010. Dallo scoppio della guerra a Gaza, il confine israelo-libanese ha visto un aumento nella frequenza dei bombardamenti, soprattutto tra Hezbollah e l'esercito israeliano, il che fa temere un'espansione del conflitto.

A sua difesa Hezbollah dichiara che non ha alcuna presenza militare visibile nella regione di confine libanese, affermando che nelle sue operazioni quotidiane prende di mira principalmente obiettivi militari israeliani vicino al confine, inserendolo nel quadro del sostegno alla Striscia di Gaza o come meglio dicono a «sostegno della sua resistenza».

La risposta di Israele

Un consigliere del primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto alla MNBC: «Israele non ha rivendicato la responsabilità dell’attacco di Beirut, ma abbiamo già avuto a che fare con terroristi in altri paesi». Lo stesso consigliere di Netanyahu ha aggiunto alla rete americana che i leader dell'occupazione israeliana avevano precedentemente confermato che le persone coinvolte nell'attacco del 7 ottobre erano “obiettivi legittimi”. «Quello che è successo a Beirut non è un attacco al Libano o a Hezbollah, ma piuttosto ai leader di Hamas».

Da parte sua, Danny Danon, ex rappresentante permanente di Israele presso le Nazioni Unite e attuale membro della Knesset israeliana all'interno del partito Likud guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, si è congratulato con l'esercito e i servizi segreti israeliani per il loro successo nell'assassinio di al- Arouri.

Danon ha dichiarato in un post sulla piattaforma “X”: «Mi congratulo con l’esercito israeliano, lo Shin Bet e il Mossad per l’uccisione dell’alto funzionario di Hamas Saleh al-Arouri a Beirut. Tutti coloro che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre sanno che raggiungeremo l’obiettivo». Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che diversi ministri e membri della Knesset si sono congratulati con l'esercito e l'intelligence israeliani per l'assassinio del numero 2 di Hamas.

Giornalista
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