Migranti, navi militari a difesa dei porti. Intanto continuano gli sbarchi: in 47 a Pozzallo

Le motovedette italiane soccorrono un barcone, la nave della Ong tedesca Sea Eye effettua un intervento autorizzato da Malta. Per far fronte alle spese legali, Mediterranea ha già raccolto oltre 25mila euro di donazioni

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di Redazione
9 luglio 2019
09:50

Il Mediterraneo continua ad assistere ad un flusso sempre più persistente di barconi carichi di migranti. Nella notte in 47 sono stati portati a Pozzallo da una motovedetta italiana e in 44 sono stati soccorsi all'alba dalla Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Sea eye in zona Sar maltese e dovrebbero sbarcare a La Valletta nelle prossime ore. Così riferisce la Sea eye, secondo cui una nave della Marina maltese andrà a prendere i migranti e li porterà a terra. Il soccorso, infatti, sarebbe avvenuto sotto il coordinamento delle autorità maltesi che proprio due giorni fa avevano acconsentito a far scendere altri 65 migranti salvati dalla nave umanitaria e che sono già stati redistribuiti tra vari Paesi europei. Tra le 44 persone salvate ci sono quattro donne e tre bambini. I migranti hanno raccontato di essere in viaggio da sabato scorso e di aver finito il carburante.

 

Lo sbarco in Sicilia

Nuovo sbarco sulle coste siciliane: 47 migranti, tra i quali dieci donne, sono approdati nella notte nel porto di Pozzallo. L'arrivo, a bordo di un pattugliatore della Guardia di Finanza, intorno alle 2.30. L'imbarcazione era stata intercettata ieri pomeriggio in acque italiane mentre si dirigeva alla volta di Lampedusa ed è stata soccorsa dalle motovedette italiane.

Secondo le prime informazioni non ci sono casi sanitari urgenti.  I migranti soccorsi su un barcone nel Canale di Sicilia erano complessivamente 53, ma sei di loro sono stati subito trasferiti a Lampedusa per problemi medici. Gli altri 47 sono stati dirottati su Pozzallo, anche perchè l'hot spot dell'isola è già saturo dopo gli sbarchi delle ultime ore.

Ben oltre 200 le persone che vi sono ospitate a causa degli sbarchi quotidiani che, come denuncia il sindaco Salvatore Martello, vanno avanti da mesi senza che al Viminale nessuno se ne preoccupi.

Salvini scrive alla Tunisia

Matteo Salvini, come aveva annunciato ieri dopo il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha deciso di schierare le navi militari a difesa dei porti italiani e di monitorare le partenze dalle coste libiche e tunisine, ha scritto a Tunisi sollecitando nuovi accordi bilaterali. «L'attuale scenario - scrive Salvini - ci impone di accrescere ulteriormente gli sforzi soprattutto sul fronte degli interventi finalizzati a prevenire e scoraggiare le partenze degli immigrati irregolari, implementando anche le attività info-investigative da affiancare ad un potenziamento operativo nelle aree più sensibili». Per Salvini, che ha segnalato «una maggiore concentrazione di flussi dalla Tunisia», bisogna rafforzare, anche «con il sostegno europeo», le capacità di sorveglianza marittima, attraverso un sistema integrato basato «su postazioni radar e strutture operative».

Inoltre Salvini chiede alla Tunisia di accettare dall'Italia rimpatri degli irregolari anche su navi di linea ( e non solo con voli charter) e offre aiuto per la rimessa in efficienza delle motovedette tunisine.

La Alex sottoposta a duplice sequestro

A Lampedusa è ancora ferma la Alex, la barca a vela di Mediterranea sottoposta ad un duplice sequestro: penale, di iniziativa della Guardia di finanza che ieri è stato convalidato dalla Procura di Agrigento che l'ha però tramutato da preventivo a probatorio ( cioè legato esclusivamente al tempo necessario alla raccolta delle prove), ma anche amministrativo a firma del prefetto di Agrigento che ha applicato il decreto sicurezza bis contestando alla Ong una doppia violazione del divieto di ingresso in acque italiane. Secondo il verbale che è stato notificato a Mediterranea, infatti, la nave prima di entrare verso il porto di Lampedusa, avrebbe scarrocciato per circa 500 metri il giorno prima quando era ferma al confine delle acque territoriali. Una contestazione che i legali di Mediterranea impugneranno e che è costata anche il raddoppio della multa, circa 65.000 euro. Per far fronte alle spese legali, Mediterranea Saving Humans ha aperto un crowfunding su Facebook e ha già raccolto oltre 25.000 euro di donazioni.

 

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