Sport, feste private e quarantena: ecco cosa prevede il nuovo Dpcm

Potrebbe arrivare già questa l'approvazione del nuovo decreto. Di Maio: «L'Italia non può permettersi un nuovo lockdown»

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12 ottobre 2020
12:40

«L'Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale».
Ne è convinto il ministro degli Esteri Luigi di Maio appoggiato anche dal Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri che aggiunge: «C'è bisogno di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento di responsabilità. Il 31 marzo c'erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n'erano 390. É il segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all'epidemia».

Scongiurate, dunque, le possibilità di un ritorno alla chiusura totale, il ministro della salute Roberto Speranza all'alba del nuovo Decreto del presidente del Consiglio, intende tuttavia sottolineare la necessità «stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano», al netto della recente riunione del Comitato tecnico scientifico.

Il cambio di marcia include la rivisitazione di alcune misure su aspetti critici del contenimento dei contagi, al fine di giocare d'anticipo e evitare il ricorso a restrizioni più dure in seguito.

Procedure di quarantena

Si riducono, in questo nuovo scenario, i giorni di quarantena previsti per i positivi, che ora scenderanno a 10. Con essi diminuiranno anche i tamponi necessari a attestare la negativizzazione, ne basterà solo uno. In caso di esito positivo è previsto un nuovo tampone dopo altri 7 giorni di isolamento. Se anche questo dovesse risultare positivo, dopo ulteriori 4 giorni di isolamento, sarà previsto un ultimo tampone, a prescindere dal cui esito la quarantena si considera terminata. Secondo gli studi internazionali citati dal Comitato, infatti, a partire dal 20esimo giorno di contagio la carica virale è talmente bassa da non rendere necessario il prosieguo dell'isolamento.

Incentivi al sistema sanitario

Il Sistema sanitario nazionale sarà rafforzato a partire dai medici di base e dai pediatri, che potranno essere coinvolti nell'esecuzione dei tamponi e nell'effettuazione dei test antigenici rapidi. Arcuri rassicura sulla chiusura della gara per l'acquisto di 5 milioni di test, parte dei quali destinati alla medicina generale per la diagnosi a persone entrate potenzialmente in contatto col virus.

 

Un aiuto importante, inoltre, sarà costituito dalla somministrazione dei vaccini anti-influenzali, la cui campagna sta partendo in anticipo in più regioni con un aumento degli acquisti pari al 70%. Si attende con ottimismo il vaccino definitivo anti-Covid previsto, secondo Di Maio, per la fine dell'anno grazie all'accordo con l'Università di Oxford.

Nuove restrizioni sugli assembramenti

Saranno oggetto di confronto le nuove norme relative al controllo degli assembramenti, causa principale dell'aumento dei contagi, soprattutto in ambito domestico. Per questo motivo le restrizioni riguarderanno in particolare le feste, anche quelle private, e gli sport in cui non è possibile utilizzare la mascherina.

 

Le attività amatoriali su cui aleggia il divieto saranno tutti gli sport di squadra come il calcio, il basket, la pallavolo ma anche quelli da contatto di coppia come balli, boxe, arti marziali. Permesse le attività di jogging all'aperto senza l'uso di mascherina obbligatoria, invece, per le semplici passeggiate. Le restrizioni non riguarderebbero, al momento, la pratica professionistica.

 

I divieti per evitare assembramenti riguardano anche i locali pubblici, all'esterno dei quali non sarà possibile sostare a partire dalle 21. Ci si potrà fermare all'aperto solo se seduti ai tavoli. La stretta su bar e ristoranti prevederà anche la chiusura entro le 24 e il divieto di vendere alcolici da asporto dopo le 22.

Proroga allo smart working

Sono già molte le aziende che hanno deciso di allungare il periodo di smart working per i propri dipendenti. In vista del prolungamento dello stato di emergenze, però, il Governo potrebbe richiedere ufficialmente la proroga di questa prassi per far sì che la percentuale di lavoro da remoto raggiunga il 70%. Per i lavoratori che non possono lasciare l'ufficio è comunque obbligatorio l'utilizzo della mascherina in stanze con più persone.

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