Il pm Palamara indagato per corruzione

L'ex presidente dell'Anm, coinvolto nella vicenda per la nomina del procuratore capo di Roma, replica: «Mai interferito con le scelte del Csm. Mi interroghino»

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di Redazione
29 maggio 2019
17:52

Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e leader di Unicost, è indagato a Perugia per ipotesi di corruzione. L’inchiesta è incentrata sulle vicende che riguardano la carica di procuratore capo di Roma, dopo l’addio di Giuseppe Pignatone. Quest’ultima vicenda è legata anche a quella di Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone.


L’ex consigliere del Csm Palamara ha quindi replicato: «Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave e infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti, sto facendo chiedere alla Procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente a istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona – aggiunge poi - mai, e sottolineo mai, baratterei il mio lavoro e la mia professione per alcunché e sono troppo rispettoso delle prerogative del Csm, per permettermi di interferire sulle sue scelte e in particolare sulla scelta del procuratore di Roma e dei suoi aggiunti».


L’indagine è stata affidata al pm Gemma Milani e al Gico della guardia di Finanza, secondo Repubblica: «La segnalazione arrivata da Roma procede per corruzione, perché nell'amicizia tra Palamara e Centofanti c'è qualcosa, viaggi e regali diciamo 'galanti', che viene ritenuto vada molto al di là dell'opportuno». Riporta ancora il quotidiano riguardo Centofanti «È un lobbista già arrestato per frode fiscale» per questo Palamara viene iscritto nel registro degli indagati per corruzione.


Il Corriere della Sera, invece, aggiunge: «La partita per la nomina del nuovo procuratore di Roma non si è chiusa con la votazione della commissione Incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura, che giovedì scorso ha espresso una chiara indicazione per uno dei tre candidati in lizza: 4 preferenze per lui, e una ciascuna per gli altri due aspiranti. In attesa di questa delicata e importante decisione, la più rilevante che il Csm è chiamato a compiere, si stanno infatti moltiplicando trattative e notizie che potrebbero influire sul verdetto finale. Ad esempio la comunicazione all'organo di autogoverno dei giudici, da parte della Procura di Perugia, di un'indagine per l'ipotesi di corruzione a carico di Luca Palamara, ex presidente dell'Associazione magistrati e componente del Csm fino allo scorso anno».

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