Reddito cittadinanza tolto a chi rifiuta lavoro stagionale, ma l’emendamento non passa

La proposta era contenuta nell'emendamento al decreto sostegno bis, firmato da Valentina D'Orso del M5s, e prevedeva l'obbligo di accettare impieghi stagionali entro 100 chilometri dalla propria residenza pena la decadenza della misura

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di Redazione
15 giugno 2021
18:30

Reddito di cittadinanza contro lavoro stagionale. L’ultima puntata della polemica, che sta infiammando il dibattito nelle ultime settimane, si sta consumando in Parlamento. È notizia di oggi, infatti, che la percezione del sussidio non sarà collegato all’obbligo di accettare un lavoro stagionale. L’emendamento proposto al decreto sostegno bis, firmato da Valentina D’Orso del Movimento 5 stelle, è stato bocciato.

Nel dettaglio, l’emendamento prevedeva l’obbligo per i percettori di reddito di cittadinanza di accettare lavori stagionali, entro 100 chilometri dalla propria residenza e godendo di un’integrazione Inps nel caso in cui il compenso mensile fosse inferiore all’importo del Rdc. Pena, in caso di mancata accettazione, la decadenza della misura di sostegno.


I gruppi parlamentari, comunque, dovrebbero avere tempo fino a giovedì per indicare gli emendamenti segnalati. Il voto in commissione, in ogni caso, dovrebbe iniziare la prossima settimana.

La polemica da settimane infiamma il dibattito anche in Calabria, con due opposti fronti che si combattono a colpi di dichiarazioni e comunicati stampa. Da una parte gli imprenditori, soprattutto del turismo (ma non solo), che lamentano la difficoltà di reperire manodopera per l’estate puntando il dito contro il reddito di cittadinanza; dall’altro i sindacati che difendono i percettori del sussidio e chiedendo di proporre contratti regolari.

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