Sanità, 200 euro in più ai medici: arriva il rinnovo del contratto

Dopo 10 anni di trattative è stato firmato l’accordo per i camici bianchi. Sono 130mila i professionisti coinvolti. Raggiunti dai sindacati risultati economici e normativi

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di Redazione
24 luglio 2019
09:33

Nella notte, dopo 10 anni di trattative, è stato firmato l’accordo per il rinnovo del contratto dei medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale. Sono circa 130mila i professionisti coinvolti.

Secondo quanto affermato dal segretario FP Cgil, Andrea Filippi, «l'ipotesi di rinnovo relativa al triennio 2016-18 prevede un aumento medio pro capite di 200 euro al mese» e sottolinea che sono stati raggiuti «risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale».

 

Con il raggiungimento di questo importante traguardo amministrativo Filippi spiega che sono state «premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima». «Così come lo è - ha continuato - l'aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all'anno».

Con questo nuovo contratto sono state introdotte altri importanti novità per i camici bianchi. Sono stati ottenuti, osserva ancora Filippi, «fondamentali risultati per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie».

 

È stato inoltre istituito un organismo paritetico «un nuovo strumento di relazioni sindacali, che metterà al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall'affrontare il tema dell'emergenza aggressioni al personale sanitario».

L'intesa, firmata nella notte all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, è stata sottoscritta da tutti i sindacati medici tranne che dalla Federazione Cimo, Fesmed e Anpo.

 

Cosa prevede il rinnovo

Per il segretario FP Cgil, Andrea Filippi, nella notte "nonostante le poche risorse a disposizione”, spiega, «abbiamo aumentato le buste paga di tutti i dirigenti del servizio sanitario nazionale, valorizzato il lavoro dei giovani, premiato le carriere, aumentato la quota pensionabile, e retribuito il disagio di chi lavora la notte. Si valorizza così la dignità del lavoro pubblico e la centralità del servizio sanitario pubblico».

Ecco le principali novità contenute nel contratto:

- I medici e dirigenti con più di 5 anni di anzianità avranno la certezza di avere un incarico. Chiarito l'obbligo delle aziende di dare un incarico retribuito a tutti, anche a coloro che hanno lavorato a tempo determinato, con o senza soluzione di continuità.

- La maggior parte dei medici con più di 5 anni di anzianità riceverà un aumento di 2.000 euro sulla retribuzione di posizione. Oltre all'aumento economico previsto per tutti i dipendenti pubblici, circa 30 mila medici passeranno da 3.600 euro a 5.500 euro di posizione.

- Aumenta la parte fissa di tutte le posizioni gestionali e professionali, vengono storicizzati i fondi e le posizioni e aumenta la quota pensionabile.

- I giovani medici neoassunti anche sotto i 5 anni avranno una retribuzione fissa di posizione. Come mai successo prima d'ora, passeranno subito da 0 a 1.500 euro annui.

- Si stabiliscono quattro step di posizioni fisse per gli incarichi professionali, che salgono da un minimo di 5.500 euro a 6.500 fino a un massimo 11.000 o 12.500 annui.

- Una clausola di garanzia assicura a tutti una retribuzione di posizione certa in base all'anzianità ed a prescindere dall'incarico. 5000 euro al passaggio dei 5 anni, 6000 al passaggio dei 15 anni e 7000 al passaggio dei 20 anni.

- L'indennità di guardia notturna sale da 50 a 100 euro per notte, 120 euro per chi lavora in pronto soccorso. Dopo i 62 anni a richiesta si può essere esonerati dalle guardie.

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