Ottocento anni dopo, Francesco torna a fermare l'Italia. Dal 2026 il 4 ottobre è di nuovo festa nazionale, come non accadeva dal 1977, e la prima volta capita proprio nell'anno dell'ottavo centenario della morte del santo. Quest'anno la data cade di domenica, ma ad Assisi la differenza si è vista lo stesso.

La sera alla Porziuncola Francesco morì alla Porziuncola, nella piana sotto la città, la sera del 3 ottobre 1226. La Chiesa lo ricorda il 4 perché allora il giorno liturgico cominciava al tramonto. Tommaso da Celano, il suo primo biografo, racconta che volle essere deposto nudo sulla terra, si fece leggere il Vangelo di Giovanni e morì cantando il salmo 141. Qualche mese prima aveva aggiunto al Cantico di frate Sole la strofa su «sora nostra Morte corporale».

Ieri sera a Santa Maria degli Angeli i frati hanno celebrato il Transito, come ogni 3 ottobre. Gregorio IX lo canonizzò meno di due anni dopo la morte, il 16 luglio 1228.

Nel 1230 il corpo fu portato nella basilica voluta da frate Elia sul colle che gli assisani chiamavano dell'Inferno, perché lì si eseguivano le condanne a morte. Da allora è il colle del Paradiso.

Il messaggio di Mattarella

La messa nella Basilica superiore l'ha presieduta il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. In prima fila il capo dello Stato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, sindaci, presidenti di Regione e gli ambasciatori di decine di Paesi accreditati in Italia.

Finita la celebrazione, Mattarella si è affacciato dalla Loggia del Sacro Convento per il messaggio al Paese. «I caratteri della società italiana ne hanno tratto un segno profondo e non possono prescindere dalla sua lezione», ha detto.

Quarantanove anni fuori dal calendario

La festa era saltata con la legge 54 del 1977, quando il governo, in piena crisi economica, tagliò una serie di ricorrenze civili e religiose per recuperare giornate di lavoro. Il 4 ottobre rimase solennità civile, ma si andava a scuola e in ufficio.

Nel 2005 il Parlamento lo intitolò anche alla pace, alla fraternità e al dialogo tra culture e religioni diverse. La legge che lo riporta tra i giorni festivi è passata alla Camera il 23 settembre 2025, con 247 voti a favore e 2 contrari, e in via definitiva nella commissione Affari costituzionali del Senato il 1° ottobre. Tra le ragioni il testo indica la pace, la fratellanza, la tutela dell'ambiente e la solidarietà. L'idea era partita proprio da qui, il 4 ottobre 2024, con l'appello del poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per l'ottavo centenario.

Al momento della firma il Quirinale aveva segnalato un'incongruenza. La solennità civile del 4 ottobre riguarda entrambi i patroni d'Italia, Francesco e Caterina da Siena, proclamati insieme da Pio XII il 18 giugno 1939. La nuova festa nazionale porta soltanto il nome di Francesco.

La Lampada accesa da Assisi

La giornata è cominciata alle 8.15 a Palazzo Comunale con l'incontro tra le autorità e la municipalità, poi il corteo dei gonfaloni fino alla Basilica. Il gesto più atteso è l'accensione della Lampada votiva dei Comuni d'Italia davanti alla tomba del santo. Di solito l'olio lo offre una Regione diversa ogni anno. Stavolta, per la prima volta, a rappresentare l'Italia è stata la città stessa, e la Lampada l'ha accesa il sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Nel pomeriggio sono in programma i Vespri pontificali, la processione e la benedizione all'Italia e al mondo.

Per il primo giorno davvero libero bisognerà aspettare il 2027, quando il 4 ottobre cadrà di lunedì.