«Ho scambiato cinquemila neonati nelle culle», confessione choc di un’infermiera

In Zambia il racconto di un’operatrice sanitaria del reparto di maternità dell'University Teaching Hospital di Lusaka: «L’ho fatto per divertimento»

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di Sonia Miceli
9 aprile 2019
11:33

Cinquemila neonati scambiati nelle culle in dodici anni di lavoro come infermiera: è l’incredibile vicenda avvenuta nel reparto di maternità dell'University Teaching Hospital di Lusaka, in Zambia.

A riportare la confessione choc Elizabeth Mwewa che, attanagliata dai sensi di colpa, qualche giorno fa avrebbe deciso di confessare le sue gravi colpe perché «avendo un tumore allo stadio terminale mi resta poco da vivere, e voglio rendere conto dei miei peccati».

Il racconto di una mitomane o un incredibile raggiro?

L'infermiera, secondo il suo racconto riportato da alcuni giornali del paese, avrebbe scambiato gli infanti "per divertimento" tra il 1983 e il 1995. Il Lusaka Times, tuttavia, ha effettuato alcune verifiche scoprendo che non è mai esistita nessuna infermiera o ostetrica con il nome di Elizabeth Mwewa nella clinica segnalata. A scanso di equivoci, la vicenda è ora al vaglio delle autorità del paese che hanno avviato un'approfondita indagine per fare piena luce: il sospetto che si sia trattato di una mitomane è concreto, ma nel frattempo migliaia di famiglie sospettano di essere state coinvolte in un incredibile raggiro.

«L'ho fatto per divertimento»

Elizabeth Mwewa, intervistata da un giornale zambiano, ha dichiarato: "Ho trovato Dio e sono rinata, e quindi non voglio più nascondere nulla: nei 12 anni in cui ho lavorato come infermiera al reparto Maternità dell'UTH ho scambiato nelle loro culle circa 5mila neonati". Però, ora che le sono rimasti soli pochi mesi di vita, si è resa conto di aver «peccato contro Dio, e spero che lui mi possa perdonare. E chiedo anche agli zambiani di perdonarmi per tutto il male che ho fatto a bambini innocenti. Ho provocato il divorzio di alcune coppie che, sebbene fossero fedeli, hanno pensato a un tradimento dopo il test del DNA. Ho fatto allattare a molte madri figli non loro».

L'infermiera ha poi invitato tutti i bambini nati nell'ospedale di Lusaka tra il 1983 e il 1995 a verificare la propria identità attraverso esami del dna in modo particolare se sospettano di non avere somiglianze con i genitori. «Scambiavo i bambini per divertimento. Quindi se tutti i vostri fratelli e sorelle hanno la pelle molto scura e voi ce l'avete più chiara, è probabile che vi abbia scambiato io, e mi dispiace molto per questo».

 

 

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