Scuole superiori, il Cts dà l'ok: «Vanno aperte». Azzolina: «Bene, troppa Dad fa male»

Il Comitato tecnico scientifico si è riunito questa mattina ed ha confermato quanto previsto dal Dpcm dello scorso 14 gennaio. «Chi chiude se ne assume la responsabilità»

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di Redazione
17 gennaio 2021
18:33

«Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75%». Così il Comitato tecnico scientifico, riunitosi d'urgenza questa mattina dopo la richiesta del governo, sul ritorno in classe degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Gli esperti del Cts del governo hanno ribadito al ministro della Salute, Roberto Speranza, di «garantire la didattica in presenza in tutti i cicli», ma hanno messo per iscritto che ci sono differenze per il livello dei contagi a seconda delle Regioni. Le scuole vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, «se ne assume la responsabilità». Il Cts ha confermato quanto previsto dal Dpcm dello scorso 14 gennaio.


La riapertura regione per regione

In quattro regioni sarà confermata la ripartenza delle superiori: sono Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Molise. Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Toscana e Abruzzo sono già partite giovedì 7 o lunedì 11. La Campania riporterà in classe solo la terza elementare (ci sono già infanzia, prima e seconda). Per le altre (tra cui la Calabria) è previsto un rientro tra lunedì 25 gennaio e lunedì 1 febbraio. Dopo la riunione urgente, che offre possibilità di intervento ai governatori, le posticipazioni saranno confermate. 

Azzolina: «Il Cts dà certezze a studenti»

«Oggi il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del Ministero della Salute, per esprimersi sul rientro in classe di studentesse e studenti delle scuole superiori, previsto dal Governo. Ne è emerso un parere molto netto. Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito, non è la prima volta che lo dice, che l'assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale. Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani». Lo scrive sui social la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

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