Segregata e picchiata in casa: si butta dalla finestra per sfuggire al compagno

La 26enne è ora ricoverata presso il Policlinico di Milano dopo la caduta dal balcone del primo piano di un appartamento dentro il quale era stata sequestrata, per quattro giorni, dal fidanzato

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di Redazione
5 giugno 2019
17:56

Esasperata dalle violenze del compagno ha scelto l’unica via di fuga che gli si prospettava in quel momento, buttandosi dalla finestra: è il gesto estremo di una ragazza di 26 anni, precipitata dal balcone al primo piano di un condominio di Milano, per sfuggire al fidanzato che l'aveva segregata in casa e picchiata per quattro giorni. La giovane si trova ora ricoverata al Policlinico di Milano a causa delle ferite riportate: le sue condizioni appaiono stabili con una prognosi di 40 giorni. Il personale sanitario che l'ha soccorsa sul luogo dell'incidente, oltre a notare le ferite riportate presumibilmente durante la caduta, si è insospettito per le diverse contusioni sul corpo della giovane, comprese delle ecchimosi sul volto non compatibili con i traumi dell'impatto sull'asfalto.

La ragazza segregata in casa e picchiata

Prima della caduta, la giovane si trovava in un appartamento nel quartiere Barona di Milano, sotto la minaccia del compagno, un uomo di 40 anni, che l'aveva chiusa in casa quattro giorni prima, con una scusa, vietandole poi di uscire. Una volta nell'appartamento, il compagno l'avrebbe picchiata più volte, costringendola anche a entrare in una vasca di acqua ghiacciata. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori è probabile che la 26enne, approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, abbia tentato di sfuggirgli calandosi dalla finestra dell'appartamento, dove è poi scivolata finendo per cadere.

L'uomo era stato giudicato incapace di intendere e volere

A tenere segregata in casa da sabato scorso la 26enne era un 40enne che nel gennaio 2018 è stato assolto per incapacità di intendere e volere dall'accusa di sequestro di persona, tentato omicidio, violenza privata, lesioni personali e violenza sessuale nei confronti di cinque ragazze aggredite a Bologna nel 2012. L'uomo è noto alle cronache come il "guru del corallo" perché, in passato, aveva utilizzato una sostanza tossica ricavata dai funghi del corallo per drogare le sue vittime. Gli agenti della Questura sono giunti sul posto allertati dai vicini e, una volta saliti nell'appartamento, si sono trovati davanti il 40enne che alla loro vista li ha prima aggrediti e poi ha tentato di ferirli: i poliziotti sono però riusciti a bloccarlo utilizzando lo spray al peperoncino e a portarlo in Questura per l'interrogatorio. Quattro anni fa l’aguzzino aveva conosciuto la sua attuale fidanzata: la ragazza ha raccontato che per i primi tre anni, anche in virtù della cura farmacologica, l'uomo non aveva dato segni di squilibrio, ma dallo scorso marzo erano iniziate le aggressioni. Ora il 40enne dovrà rispondere delle accuse di sequestro di persona e lesioni personali.

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