Segregato in casa e seviziato da una baby gang: muore 66enne

Nel Tarantino un uomo è deceduto in seguito all’aggressione di un gruppo di giovanissimi. Lo avrebbero legato a una sedia, rapinato e bullizzato all’interno della propria abitazione. L’anziano soffriva di disagio psichico

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di Redazione
26 aprile 2019
16:27

Antonio Cosimo Stano, un 66enne di Manduria, nel Tarantino, è  deceduto tre giorni fa in seguito al ricovero in ospedale, dopo essere stato trovato dalla polizia. Gli agenti lo hanno trovato legato ad una sedia in casa. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l’uomo sarebbe stato segregato in casa per giorni, seviziato e picchiato fino alla morte da una baby gang. Per questo 14 giovanissimi, 12 minorenni e 2 maggiorenni, sono indagati in relazione alla morte dell’anziano.

Aggredito, rapinato e bullizzato

L'uomo ha subito una serie di assalti nella sua abitazione da parte del branco di ragazzi che lo avrebbero aggredito, rapinato e bullizzato.

L'anziano, che soffriva di disagio psichico, era stato costretto a rinchiudersi in casa e a non alimentarsi per giorni.

Gli agenti del locale Commissariato il 6 aprile scorso, su segnalazione di alcuni vicini, sono intervenuti nell'appartamento e hanno trovato il 66enne seduto su una sedia dalla quale probabilmente non si muoveva da giorni. Nei video, diffusi tramite Whatsapp, i giovani si sarebbero ripresi mentre sottoponevano la vittima a violenze con calci, pugni e bastoni.


Le procure, quella dei minori e quella ordinaria, indagano per i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. La vittima nei giorni scorsi stata sottoposta a due interventi per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale.


Secondo alcuni vicini di casa, il 66enne di Manduria (Taranto) morto il 23 aprile scorso all'ospedale Giannuzzi era diventato bersaglio dei bulli sin dal 2012. Dichiarazioni che sono al vaglio delle due procure che si occupano della vicenda. In 12 sono stati iscritti nel registro degli indagati dal procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale dei minori, Pina Montanaro.  I due maggiorenni, di 19 e 22 anni, sono indagati dal pubblico ministero Remo Epifani della Procura della Repubblica ordinaria

 

Oggi è prevista l'autopsia da parte del medico legale di Bari, Liliana Innamorato, ma ci vorranno ulteriori esami di laboratorio per stabilire se la morte del 66enne sia stata causata dai traumi subiti a seguito delle aggressioni subite o, ad esempio, dallo stato di prostrazione e di degrado in cui l'anziano era caduto dopo essere stato bullizzato.

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