Il Senato dice Sì alla Tav, il M5s vota contro il proprio governo: è caos

L'Aula dà il via libera alla realizzazione dell’opera ferroviaria Torino-Lione nonostante l’opposizione dei pentastellati. Il ministro Toninelli non si dimette: «Ho votato No, vado avanti sereno»

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di Redazione
7 agosto 2019
13:05

Il senato dice alla Tav e in aula viene bocciata la mozione M5S contro la realizzazione dell’opera ferroviaria Torino-Lione. Passano, invece, tutte le altre mozioni a favore dell'Alta velocità: Palazzo Madama ha approvato quella del Pd con 180 Sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 No e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 Sì, 109 No e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 contrari e 2 astenuti. Il ministro Toninelli all'Ansa ha dichiarato: «Ho votato No, avanti sereno», lasciando intendere che non ha nessuna intenzione di dimettersi.

Al Senato presenti il vicepremier Matteo Salvini e il vicepremier Luigi Di Maio che si è seduto accanto ai ministri 5s Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Al momento dell'ingresso in Aula di Di Maio, l'altro vicepremier, Matteo Salvini, era fuori. Al rientro, fra i due vicepremier non c'è stato alcun cenno di saluto.

Il governo è diviso in Aula

Il governo è diviso in Aula: nel momento in cui la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dà la parola al Governo per esprimere i pareri sulle mozioni sull'Alta velocità Torino-Lione, prima di passare alle dichiarazioni di voto, per primo interviene Massimo Garavaglia, leghista e viceministro all’Economia, che dà parere favorevole alle mozioni che dicono Sì alla Tav, mentre il sottosegretario Vincenzo Santangelo (M5S) si rimette all'Aula. «La mia - precisa Garavaglia - è una replica in cui ho dato il parere del governo dalla parte nostra».

 

«Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L'inciucio è servito! Aprite gli occhi!», aveva scritto su Facebook in mattinata il Movimento 5 stelle, commentando l'annuncio del capogruppo leghista Massimiliano Romeo del Sì a favore di tutte le mozioni pro-Tav inclusa quella del Pd.

«Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?», aveva detto su Twitter Matteo Salvini, commentando un'intervista in cui Danilo Toninelli lo definisce "un nano sulle spalle di giganti che lavorano".

«La posizione della Lega è nota sulla Tav da tempo, invitiamo a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese», così intervenendo in Aula al Senato il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia cui è stata data la parola a nome del governo ma che poi ha espresso la posizione del suo partito.

 

«Il M5S sta deflagrando e sta andando in mille pezzi - scrive in una nota la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli -. Oggi voteranno in Senato contro il loro governo e contro il loro premier. Di Battista lo dice chiaramente: la mozione contro la Tav presentata da Di Maio e dal M5S è stata presentata per aprire la crisi di governo. Sono ridicoli e in confusione mentale. In tutto questo il premier Conte si rifugia in un silenzio assordante che ci auguriamo finisca un minuto dopo il voto al Senato presentandosi al Quirinale».

«La mozione M5s impegna il parlamento e non il governo, ma la questione politica resta. Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav», ha spiegato in Aula il senatore leghista Massimiliano Romeo. «Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative». «Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l'altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi».

 

«Ci sono troppi ostacoli che impediscono a questo governo di crescere. Noi vogliamo andare avanti, non indietro», ha detto il senatore dem Massimiliano Romeo Laus.

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