In Sicilia il maltempo fa strage: sotto accusa l’abusivismo

Baracche e villette adiacenti alla piana dove scorreva il fiume Milicia senza argini o mura di cemento: questa la zona dove sorgeva la casa in cui sono morte 9 persone annegate

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di Redazione
5 novembre 2018
08:06
La zona in cui è esondato il fiume nel Palermitano
La zona in cui è esondato il fiume nel Palermitano

In Sicilia il maltempo fa strage: sono 12 le vittime. A Casteldaccia, in provincia di Palermo, nove persone, compresi due bimbi, di uno e tre anni, e un adolescente, sono morte rimaste intrappolate dentro una villetta. La furia dell'acqua ha cancellato due famiglie, i cui componenti si erano riuniti per passare la serata insieme. L'edificio è stato sommerso dall'acqua e dal fango del fiume Milicia, ingrossato dalle piogge e le persone all'interno sono annegate.

Il premier Conte ha annunciato che sono stati messi a disposizione per il dissesto idrogeologico un miliardo per interventi di sicurezza del territorio, per proteggere e salvaguardare le vite umane. Poi ulteriori 50 milioni per le autorità di bacino per regolare i flussi d'acqua. «Dopo avere firmato i provvedimenti necessari a gestire l'emergenza maltempo, mi accingo a convocare il Consiglio dei Ministri, la prossima settimana, per deliberare lo stato di emergenza. Con la deliberazione dello stato di emergenza il Governo disporrà lo stanziamento delle prime risorse e adotterà gli interventi necessari a superare l'emergenza», ha annunciato su Facebook.

Sotto accusa l'abusivismo

Sotto accusa c'è l'abusivismo: baracche costruite alla bene e meglio, villette adiacenti alla piana dove scorreva il fiume Milicia senza argini o mura di cemento: è questa la zona dove è avvenuta la strage del maltempo a Casteldaccia . La casa dove sono morte 9 persone è a meno di 300 metri dal normale corso del fiume Milicia quasi sotto ai piloni dell'autostrada e vicino vi sono baracche di legno e lamiera e qualche prefabbricato. Un centinaio di metri più avanti c'è la casa di riposo Martina. A questo piccolo agglomerato edilizio si accede da una stradella, che permette solo il passaggio di un'automobile, che parte dalla strada statale 113 dopo Casteldaccia e prima di Altavilla Milicia.
Il fiume segna il confine tra i due comuni. A destra del Milicia si apre un pianoro dove vi sono agrumeti e anche qualche abitazione: anche queste sono state rovinate dalla piena. Questo appezzamento di terreno termina dove si erge una falesia: sotto la montagnola si trovava la villetta che è stata devastata dall'acqua. Gli abitanti della zona dicono che raramente il fiume ingrossato formava fango ma mai era avvenuto un allagamento così impetuoso.

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