Conte di nuovo premier, continua il braccio di ferro tra Di Maio e Zingaretti

A un giorno dall’inizio delle consultazioni il nome dell'ex primo ministro ha creato uno stallo. Oggi prevista una serie di incontri definitivi. Mentre Mattarella attende il risultato

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di Redazione
26 agosto 2019
10:33

Nella trattativa per la formazione di un nuovo governo targato Movimento 5 stelle-Partito democratico, continua a farla da padrona il braccio di ferro sul nome di Giuseppe Conte come possibile nuovo premier.

 


Per il leader pentastellato Luigi Di Maio quello di Conte «è l'unico nome in campo». D’idea diversa è il segretario del Pd Nicola Zingaretti che ribadisce il No e risponde che il suo partito non è disposto ad andare al governo con il M5s per tappare i posti lasciati vuoti dalla Lega: «L'Italia non capirebbe un rimpastone del governo caduto».

 

I partiti hanno ancora 36 ore per dare un'indicazione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma, come ammette il segretario Pd dopo aver sentito al telefono il capo M5s, «una soluzione ancora non c'è».

Poco più di un giorno, dunque, per uscire dallo stallo sul nome del premier e trovare un accordo allo scopo di dare vita a un governo giallorosso. Il M5s non molla ma il dialogo con il Pd continua.

Non è ancora però ufficialmente spento neanche il "forno" M5s con la Lega. Tant’è che circolano rumours su un possibile incontro tra i vertici dei due partiti nella giornata di oggi.

 

Permane ancora l'ipotesi del ritorno al voto. Ma è forte il pressing di Dem e pentastellati sui loro leader per l'intesa: se i M5s non cederanno a un nome terzo, l'idea di un Conte-bis (magari senza Di Maio) ha molti sponsor tra i Dem. Soprattutto l'ala renziana del Partito democratico ha subito colto l'occasione per incalzare il segretario, chiedendogli di dare il via libera alla riconferma del premier uscente.

Cosa potrebbe succedere oggi

Quella di oggi comunque rappresenta una giornata clou, in cui sono previsti una serie di incontri decisivi: il leader M5s Di Maio potrebbe incontrare l’ex alleato Matteo Salvini  - che non molla e spera nel flop della trattativa con i Dem - e riunire nuovamente i capigruppo delle commissioni permanenti del Parlamento. Per ora non è ancora prevista un'assemblea congiunta dei deputati e dei senatori 5s, che si dovrebbe svolgere, questa è la previsione, domani, giorno del secondo giro di consultazioni al Quirinale.

 

Non sono al momento previsti incontri con i Dem, ma non si escludono. Mentre è sicuramente in programma la direzione del Pd fissata per domani pomeriggio. Sul tavolo la scelta definitiva: ratificare l'intesa o prendere atto del fallimento.

 

L’attesa di Mattarella

Dal Quirinale non trapela nulla di più di quanto detto dal capo dello Stato al termine delle consultazioni. Niente è cambiato: non si fanno sconti né dilazioni. Questa sera si attende di sapere dalle forze politiche qual è il risultato del loro confronto: su queste indicazioni verrà disegnato il calendario delle consultazioni. Un’agenda che potrà essere più o meno rapida. Mattarella attende solo di sapere se c'è una maggioranza in Parlamento in grado di formare un nuovo governo.

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