Il conflitto

Ucraina, Mosca si ritira dalla città di Kherson: l’ordine del ministro della Difesa russo Serghei Shoigu

Il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak: «Il Cremlino è esausto. Le risorse della Russia stanno raggiungendo i loro limiti»

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di Redazione
10 novembre 2022
12:40
Il ministro della difesa russo Serghei Shoigu ascolta il generale in comando in Ucraina, Sergii Khlan (Ansa)
Il ministro della difesa russo Serghei Shoigu ascolta il generale in comando in Ucraina, Sergii Khlan (Ansa)

Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha ordinato alle truppe di Mosca di ritirarsi dalla città di Kherson. Lo conferma la Tass. La stessa notizia era arrivata nel pomeriggio di ieri da fonti ucraine. 

La decisione è stata presa dopo un rapporto ricevuto dal comandante delle forze russe in Ucraina, generale Surovikin. Quest'ultimo ha detto che dalla regione sono stati evacuati 115 mila civili e ha accusato gli ucraini di avere bombardato scuole, ospedali e gli stessi civili evacuati al di là del fiume Dnepr. Le truppe saranno rischierate proprio sulla riva sinistra del corso d'acqua, per organizzare una nuova linea difensiva. Sulla riva destra del fiume le forze russe rischiavano un isolamento totale e i civili rimasti erano a rischio per le incursioni ucraine, spiega l'agenzia di Mosca Interfax.


La notizia era stata anticipata dal consigliere dell'amministrazione regionale di Kherson in esilio, Sergii Khlan. «Oggi i russi hanno effettivamente iniziato a far crollare l'intera linea del fronte in direzione della città e hanno iniziato una ritirata di massa. Nella direzione di Berislav, gli occupanti sono scomparsi da un certo numero di località. I soldati russi se ne vanno in massa, ma quando se ne vanno fanno saltare in aria i ponti» aveva riferito a Espreso Tv. In tutto le strutture distrutte nella regione sono cinque: quella di Daryiv e Tyagin, all'uscita da Snigurivka sul canale, successivamente quelli di Novokairy e di Mylovi.

Proprio mentre venivanoi diffuse le prime voci sull'abbandono della città ucraina, Mosca, tramite la portavoce del ministro degli Esteri Maria Zakharova, aveva dichiarato di essere aperta ai negoziati sulla base della "attuale situazione", ma di non trovare disponibilità al dialogo da Kiev. I vertici ucraini però non sono dello stesso avviso.

«Il Cremlino è esausto. Le risorse della Russia stanno raggiungendo i loro limiti. Da qui le isteriche richieste di pausa ("trattative"). Da qui la visita di Patrushev a Teheran: alla ricerca di un modo per continuare la guerra, ottenere missili/droni, superare l'esaurimento dei suoi missili", ha scritto su Twitter il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak, sottolineando che «è il momento ideale per raddoppiare gli aiuti all'Ucraina».

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