Lotta alla pandemia

Vaccino anti-Covid, dal primo marzo al via la quarta dose per i soggetti fragili

Ad annunciarlo è stato il commissario straordinario per l'emergenza Francesco Figliuolo. Nel frattempo Cartabellotta (Gimbe), parlando della quarta somministrazione: «Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che dicano che serva per tutti»

di Redazione
21 febbraio 2022
13:40
Nel riquadro il generale Francesco Figliuolo
Nel riquadro il generale Francesco Figliuolo

Quarta dose di vaccino ai fragili, si comincia l'1 marzo. Ad annunciarlo il commissario straordinario per l'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, oggi a Firenze, al termine della visita all'ospedale pediatrico Meyer. «Per ciò che riguarda la quarta dose di vaccino anti Covid stiamo per dare le disposizioni attuative perché con il ministero della Salute e le Regioni stiamo ben individuando le platee - ha affermato - Ovviamente sarà abbastanza estensiva» per le categorie di persone più fragili «e la mia indicazione è quella che partiremo il primo marzo: quindi sicuramente continueremo a tenere l'organizzazione che c'è ora in atto».

«Noi oggi abbiamo, con il ciclo completo, l'89% dei cittadini italiani, quindi oltre 48 milioni. Se pensiamo a prima dose e guariti, siamo quasi al 94%, quindi quasi 51 milioni - ha fatto inoltre sapere Figliuolo - Dobbiamo continuare a vaccinare sperando che ci siano ancora persone esitanti che abbiano compreso, finalmente, l'importanza del vaccino».


«Abbiamo delle dosi di vaccino stivate per ogni eventualità, poi dopo il 31 marzo, quando passeremo la mano, ci sono tutte le interlocuzioni con il ministero della Salute per lasciare un pacchetto pronto. Oggi cadono i due anni dal primo caso e non dobbiamo dimenticarcene: è facile fare le cicale ma quando vengono i tempi duri dobbiamo aver messo del grano da parte. Guai a non aver fatto lezione di questo periodo. Naturalmente speriamo che non accada nulla», ha sottolineato il commissario straordinario.

Gimbe,nessuna evidenza scientifica su quarta dose a tutti

«Ad oggi per la popolazione generale non ci sono evidenze scientifiche che dicano che serve la quarta dose», autorizzata nei giorni scorsi in Italia dall'Aifa per gli immunodepressi. Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ai microfoni de L'Italia s'è Desta su Radio Cusano Campus, aggiungendo, sempre a proposito della campagna vaccinale, che «la copertura vaccinale sul contagio declina rapidamente. Sulla copertura contro la malattia grave, il vaccino consente, dopo 3-4 mesi dal booster, una protezione del 90%».

Cartabellotta ha anche sottolineato che «il numero di prime dosi scende di settimana in settimana. In fascia pediatrica c'è un numero molto elevato di guariti, circa 660mila da meno di 180 giorni che non possono essere vaccinati. La campagna 5-11 - ha rilevato - non è mai decollata. Questo dipende anche dalle scelte delle Regioni: in Puglia siamo al 43% di ciclo completo, in Provincia di Bolzano e nelle Marche a poco più del 15%. La scelta della Puglia di vaccinare nelle scuole è stata vincente».

Il presidente della Fondazione Gimbe ha poi confermato che «siamo in piena fase discendente della quarta ondata», ma ha invitato a non abbandonare le restrizioni come le mascherine al chiuso e l'isolamento dei positivi (quest'ultima decisa in Gran Bretagna). Va fatta «attenzione - ha sottolineato - a non confondere la necessità di togliere tutte le restrizioni con l'eliminazione di strategie fondamentali».

Quanto alla pressione sugli ospedali, Cartabellotta ha sottolineato che "si sta alleggerendo", con 13.284 pazienti ieri in area medica (19mila a metà gennaio) e 934 pazienti in terapia intensiva (contro 1.700 poco più di un mese fa). «La riduzione giornaliera dei casi, siamo a circa 50mila al giorno - spiega ancora - è dovuta alla riduzione del numero dei tamponi. Il tasso di positività è praticamente stabile. Non è escluso che nelle prossime settimane si possa vedere un rallentamento dei nuovi casi ma dobbiamo vedere le curve. Vedremo più una fase di appiattimento della curva che di discesa».
 

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