La circolare

Vaiolo delle scimmie, parte in Italia la vaccinazione: distribuite le prime dosi a 4 regioni

Al momento non si prevede una vaccinazione di massa ma solo indirizzata a categorie più a rischio

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di Redazione
5 agosto 2022
22:30

Parte il piano di distribuzione del vaccino contro il vaiolo delle scimmie in Italia con una circolare che stabilisce l'assegnazione delle prime quote del vaccino antivaiolo Jynneos in seguito all'arrivo della prima tranche da parte della Commissione Europea. In questa prima fase, sentite le Regioni e le province autonome, «si è stabilito di suddividere le dosi di vaccino attualmente disponibili tra le Regioni con il più altro numero di casi segnalati ad oggi e ripartite come segue: Lombardia 2000; Lazio 1200; Emilia-Romagna 600; Veneto 400».

La vaccinazione

Il ministero della Salute ha poi pubblicato le indicazioni sulla strategia vaccinale. «Al momento, la modalità di contagio e la velocità di diffusione, si legge, così come l'efficacia delle misure non farmacologiche fanno escludere la necessità di una campagna vaccinale di massa». La vaccinazione sarà diretta – si legge nelle indicazioni – al personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus; persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (msm), che rientrano in alcune specifiche categorie di rischio. Ovvero: «storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; partecipazione a eventi di sesso di gruppo; partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche».


«Tali soggetti a più alto rischio - si legge ancora - potrebbero essere identificati tra coloro che afferiscono agli ambulatori PrEP-HIV dei centri di malattie infettive e dei Check Point, ai centri Hiv e ai centri per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili, utilizzando anche indicatori di comportamento ad alto rischio simili a quelli utilizzati per valutare l'idoneità alla profilassi pre-esposizione all'Hiv, ma applicati indipendentemente dalla presenza o meno di infezione da Hiv». «Si ritiene importante, sottolinea il Ministero, il coinvolgimento delle associazioni Lgbtqia+ e quelle per la lotta all'Hiv, in particolare per favorire una corretta informazione sulla campagna vaccinale».

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