Vaccini in Calabria: se aspettiamo il piano di Longo, Belcastro e Spirlì moriremo tutti di Covid

Non parla il neo commissario, accolto come salvatore della patria all’indomani della titanica figura di cacca del Governo e di Cotticelli, il folcloristico generale della Benemerita predecessore dell’attuale commissario. Non parla il delegato regionale all’emergenza covid. Il quale sfugge da giorni alla richiesta di una nostra intervista. E, poi c’è lui, il Presidente ff, il quale spara sciocchezze a raffica che poi è costretto a smentire nel giro di pochi minuti

di Pasquale Motta
18 febbraio 2021
20:22
Da sinistra in alto, Belcastro, Longo e Spirlì
Da sinistra in alto, Belcastro, Longo e Spirlì

L’Italia, si sta preparando alla vaccinazione di massa. Unica risposta per arginare i rischi sulle mutazioni del virus. Il governo Draghi mette al centro della sua azione la campagna di vaccinazione di massa. L’ex governatore della Banca centrale europea, infatti, ha compreso benissimo che nessuna ripresa sarà possibile se, al più presto, il nostro paese non raggiungerà il numero necessario di vaccinazioni per arrivare a quella immunità di gregge che serve a mettere in sicurezza i cittadini italiani. Non a caso, al Senato, nel suo discorso di insediamento, Draghi, ha parlato di “vaccinazione massiva”.

Il problema per il Paese, a questo punto, è semplicemente quello di superare l’impasse derivante dalla mancanza dei vaccini, una situazione che potrebbe essere risolta già a partire dalla prossima settimana. In considerazione di ciò, le Regioni premono per avere le dosi necessarie per avviare questa campagna di massa, al punto che, alcune, sarebbero pronte finanche a contrattare autonomamente la fornitura con le case farmaceutiche. E, d’altronde, siamo in ritardo spaventoso, secondo una proiezione non formale pubblicata dal sito “Gedi- Visual”, infatti, sulla base dei dati forniti dalle istituzioni, se il ritmo delle vaccinazioni dovesse seguire questo trend, considerato che in Italia si è iniziato a somministrare il primo vaccino il 27 dicembre 2020, a oggi, giovedì 18 febbraio 2021, sono state somministrate 3.235.140 dosi, ma ne mancano 80.262.943 per vaccinare il 70% della popolazione con 2 dosi a testa.


Al ritmo di 60.004 somministrazioni al giorno tenuto negli ultimi 7 giorni, mancano 3 anni, 8 mesi e 5 giorni prima di raggiungere l'obiettivo. E, dunque, la data dell’immunità di gregge si potrebbe raggiungere Venerdì 18 Ottobre 2024. Per farlo entro agosto 2021 bisognerebbe somministrare una media di 359.523 dosi al giorno. La situazione dunque, allo stato risulta un disastro sul piano nazionale. E ciò, nonostante le Regioni virtuose hanno già dimostrato di sapere mettere in campo l’organizzazione necessaria per procedere dritti all’obiettivo.Toscana, Emilia, Lombardia, Lazio, Campania, hanno superato il 90% delle somministrazioni delle dosi che gli sono state assegnate rapidamente.

E in Calabria? Con l’attuale trend di vaccinazione se in Italia si arriva nel 2024 in Calabria ci vorrà il 2026. Infatti siamo ultimi per dosi somministrate. Fin dall’inizio. A stento siamo arrivati poco sopra del 60% della dotazione a nostra disposizione. E, quindi, come al solito le chiacchiere stanno a zero. Tra l’altro, tutto è affidato alle strutture delle ASP, le quali procedono autonomamente, senza un piano e, spesso, senza una logica. Disorganizzazione e disinformazione caratterizzano i comparti che dovrebbero occuparsi della vaccinazione della nostra Regione. La filiera di comando risulta, come sempre, muta cieca e sorda. Con una inchiesta giornalistica stiamo cercando di capirci qualcosa, ma abbiamo trovato un muro di silenzio.

Non parla il commissario Guido Longo, accolto come salvatore della patria all’indomani della titanica figura di cacca del Governo e di Cotticelli generale della Benemerita. Ci assale il dubbio che dopo l’alto ufficiale dell’Arma, sulla sanità, in Calabria, forse è imminente il naufragio anche dell’alto dirigente del Ministero degli Interni. Il rischio di un altro titanico fallimento, infatti, è dietro l’angolo, considerato che, il Prefetto Longo, sembra paralizzato dal timore di firmare carte che potrebbero comprometterlo. E, d’altronde, è prevedibile che le trappole disseminate dal groviglio di potere gestito da numerosi funzionari pubblici corrotti del comparto sia numerose. Forse, è arrivato il momento di pensare di affidare la gestione della Sanità a manager competenti del settore, piuttosto che, a Carabinieri e Poliziotti. La convinzione sbagliata dei governi nazionali che, la questione meridionale, sia una mera questione criminale, piuttosto che una grande questione sociale ed economica, purtroppo, è confermata dalle nomine dei commissari della sanità e continua a caratterizzare il rapporto tra la classe dirigente del Paese e la Calabria, come d’altronde sosteneva oltre un secolo fa, il grande meridionalista Giustino Fortunato.

Abbiamo anche rincorso invano anche il delegato regionale all’emergenza covid dottor Antonio Belcastro, il quale, da una settimana ci promette e disdice interviste sul tema dei vaccini. L’eterno Belcastro, sopravvissuto ai governi di destra e di sinistra, e finanche al super commissario, evidentemente, non è in condizione di illustrarci nessun piano vaccini, semplicemente, perché, nei fatti, non esiste nessun piano. A contorno di questa drammatica sceneggiata, ecco arrivare nella serata di ieri sera, la solita diretta fiume del Presidente ff, sig. Nino Spirlì, il quale, rapidamente, trasforma il dramma, in farsa, nella miglior tradizione carnevalesca calabrese. Spirlì, infatti, annuncia la chiusura delle scuole per procedere alla vaccinazione del personale scolastico, annunciando finanche un accordo con i sindacati. Tutto falso. E nel giro di pochi minuti viene sbugiardato da tutti i sindacati, compresi quelli di base che, per una volta, per smentire le balle di Spirlì, parlano la stessa lingua dei confederali. E, infatti, non esiste nessun piano di vaccinazione del personale scolastico, non ci sono nemmeno i vaccini per poter procedere a questa vaccinazione.

Chiacchiere dunque, nel giorno dell’avvento della “Quaresima” che, nella tradizione Calabra, risulta essere la vedova di Carnevale. Ma una diretta social val bene una Messa per il sig. Nino Spirlì. Ancora una volta, il Presidente ff, si rivela il primo produttore di aria fritta di questa Regione. Aria fritta, tra l’altro, venduta male. Sceneggiate in autovettura a danno della serenità di tanti genitori di studenti calabresi, il tutto, per soddisfare l’ego, di questo imbarazzante politico nostrano, che ogni giorno allestisce il suo palcoscenico virtuale di ritorno dalla Cittadella verso Taurianova. Una comparsa teatrale di pessimo avanspettacolo avrebbe fatto meglio. Eppure, in questa drammatica pandemia, nella più grande tragedia della nostra generazione, in Calabria, siamo nelle mani di Nino Spirlì. Una sciagura. Se il grande poeta Leonida Repaci lo avesse conosciuto, siamo convinti che lo avrebbe inserito nell’elenco delle calamità della nostra terra, come le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccità, la mosca olearia, l’analfabetismo, il punto d’onore, la gelosia, l’Onorata Società, la vendetta, l’omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione.

A questo punto, non ci resta che invocare il Presidente Mario Draghi, affinché predisponga con urgenza una campagna straordinaria di vaccinazione, magari impegnando l’esercito o le organizzazioni umanitarie. Se i calabresi per vaccinarsi dovessero essere costretti ad attendere le determinazioni di Guido Longo, Antonio Belcastro e Nino Spirlì, siamo estremante convinti che moriranno tutti di Covid.

Giornalista
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