FLASH MOB DI RETE CIVICA CONTRO “L’OSPEDALE INCOMPIUTO”

Dieci anni fa la posa della prima pietra. Flash Mob degli attivisti nelle vicinanze dell’area in cui doveva sorgere il nosocomio di Vibo Valentia

31 maggio 2014
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VIBO VALENTIA - Un mattone fantoccio con la scritta “posa della seconda pietra”. Con questo simbolo  Rete civica vibonese ha voluto riaccendere i riflettori sulla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, a 10 anni dalla posa della prima pietra.E lo ha fatto organizzando un  flash mob,   che si è tenuto nello spiazzo della statale  606, proprio a   ridosso del terreno dove 10 anni fa, nel corso di una  solenne cerimonia,  veniva sistemata  la prima pietra per la realizzazione del nuovo ospedale. Progetto che a distanza di due lustri, ancora attende di venire alla luce. A ricordare quella promessa, un cartello ormai sbiadito dal tempo che annuncia:  “inizio, durata e fine lavori”. Per gli attivisti del comitato spontaneo dei cittadini presieduto dall’avv.Diego Brancia,  la costruzione del nuovo ospedale  resta una delle  più importanti "opera incompiute" del territorio. “La struttura -  ha ribadito il Presidente di Rete Civica Vibonese -  avrebbe potuto alleviare i cronici disservizi che la popolazione dell'intera provincia è condannata a subire in tema di servizi sanitari”. Il flash mob  è stata anche  l'occasione per evidenziare e riflettere sulle innumerevoli altre opere pubbliche avviate e mai portate a termine sul Territori, dal nuovo Palazzo di Giustizia, alle tangenziali Est ed Ovest, al Teatro comunale, alla Strada del mare.

 


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