Aeroporti, l’appalto per le pulizie finisce al Tar. I sindacati: «Basta contratti pirata»

Fortunato Lo Papa, segretario regionale Fisascat Cisl: «Stop risparmi sulla pelle dei lavoratori. La Sacal cambi rotta»

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di Redazione
17 luglio 2020
16:44
Sede Sacal
Sede Sacal

«Finalmente la Sacal dovrà vedersela con il Tar». Fortunato Lo Papa, segretario regionale Fisascat Cisl, commenta così l’approdo davanti al Tribunale Amministrativo della Calabria dell’affidamento del servizio di pulizia e igiene ambientale nei tre scali aeroportuali calabresi, ad una manciata di ore dalla denuncia della sigla, in merito all’applicazione da parte «della cooperativa vincitrice dell’appalto di un contratto pirata». A presentare ricorso contro il "Gruppo consortile Coopservice gestioni - Società cooperativa sociale"  è "Gsi - Gestione servizi integrati Srl" e a giorni il Tar si esprimerà in merito.

 

«Ci aspettiamo una svolta da parte della nuova presidenza Sacal e del nuovo Cda. Non si possono continuare ad affidare servizi fondamentali a ditte che non applicano i Ccnl, contratti nazionali collettivi maggiormente rappresentativi, prestando il fianco a quelle che risparmiano sulla pelle dei lavoratori», incalza Lo Papa.  Con il nuovo contratto che si andrebbe a sottoscrivere, qualora l’appalto venisse affidato definitamente alla cooperativa al momento vincitrice dell’avviso, ogni lavoratore perderebbe ogni anno oltre quattro mila euro rispetto alle tabelle ministeriali.

 

«Senza dimenticare – aggiunge ancora il segretario regionale – lo svuotamento del welfare, dall’assistenza sanitaria integrativa alla previdenza complementare, punti cardine dei contratti collettivi nazionali». «Una società a partecipazione pubblica non può aderire a questo scempio e restare in silenzio di fronte a posizioni ambigue che si riversano su chi si spacca la schiena per portare il pane a casa e da due mesi è in un limbo. Non dimentichiamo che dai primi di giugno i lavoratori sono “sospesi” e come tali non percepiscono né lo stipendio della ditta che li aveva assunti prima, né ammortizzatori sociali. Infierire su di loro non è ammissibile», afferma Lo Papa.

«Chiediamo ancora una volta alla Sacal un cambiamento di rotta – conclude il sindacalista -  una presa di posizione su questa vicenda sarebbe un ottimo incipit per il nuovo management».

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