Badolato, la minoranza comunale contro Tallini: «Qui ha dettato legge»

Il gruppo d’opposizione sottolinea come la maggioranza che guida il Comune sia «nata e cresciuta nel segno dei talliniani»

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di Redazione
20 novembre 2020
13:44
Badolato - foto facebook
Badolato - foto facebook

Il gruppo di minoranza consiliare “Badolato rinasce” interviene dopo l’arresto del presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, per rimarcare l’influenza che avrebbe avuto sulla politica cittadina e per muovere nuove critiche alla maggioranza che regge le sorti del Comune
Di seguito, la nota stampa:

 


«La vicenda giudiziaria che porta oggi agli arresti del presidente del Consiglio Regionale calabrese, Domenico Tallini, pone delicate questioni in merito a quanto verificatosi in questi anni anche nel Comune di Badolato.

L'influenza di questo politico oggi in disgrazia, difatti, ha un suo epicentro nel nostro piccolo Comune e nell'area, dove il punto di riferimento è Gaetano Stagno (nominato e “prebendato” portavoce regionale del politico oggi agli arresti): un jolly che - come messo in rilievo da recenti articoli di stampa - è stato il coordinatore e presentatore ufficiale della maggioranza che sta amministrando il Comune di Badolato.

 

Come da tempo sottolineiamo, Stagno è sempre stato presente, con incarichi mutevoli, in tutte le maggioranze che hanno vinto le elezioni a Badolato dalla fine degli anni '90 a oggi.
Un jolly per tutte le stagioni, la cui azione diventa oggi fonte di grave imbarazzo per tutta la nostra comunità, già martoriata da scioglimenti per infiltrazioni mafiose, vicende giudiziarie e inchieste su traffici malavitosi di ogni tipo, con pesanti coinvolgimenti anche di amministratori pubblici.

 

Al netto del merito processuale, difatti, va ricordato come il sindaco della maggioranza che sta governando a Badolato sia stato rinviato a giudizio (e da quasi cinque anni risulti essere sotto processo) per reati con aggravanti mafiose sul porto turistico di Badolato.

Tallini almeno era stato dichiarato "impresentabile" prima del voto regionale di qualche mese fa. Il nostro sindaco invece no, nonostante le pendenze giudiziarie che lo riguardavano (nascoste per tutta la campagna elettorale) ed esplose il giorno successivo alle elezioni comunale del 2016.

 

Proprio di recente, il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, era intervenuto rimarcando l’incredibile anomalia di un sindaco che decide sulle concessioni della stessa struttura portuale nonostante, proprio sulla vicenda, risulti sotto processo.

In questi anni l’azione della maggioranza comunale di Badolato - nata e cresciuta nel segno dei talliniani, come confermato dalle nomine a coordinatore e presidente di circolo Forza Italia (di diretta promanazione talliniana) di due consiglieri comunali in carica! - è stata da noi più volte denunciata, politicamente e anche alle Autorità competenti.

 

Non capivamo come fosse tollerabile l'anomalia di un Sindaco del genere e i molteplici abusi (contabili, amministrativi, regolamentari) che hanno costellato e caratterizzato questa fase del nostro Municipio.

Per molto meno un Comune vicino ha subìto l'arrivo di una Commissione di Accesso agli atti da parte della Prefettura. A Badolato invece non si è mossa foglia per 5 anni, permettendo abusi e storture di ogni tipo.

Inascoltati, dopo molteplici denunce - di fronte a tanto strabismo istituzionale, probabilmente con gravi coperture di funzionari infedeli - abbiamo infine deciso di dimetterci, abbandonando definitivamente il consiglio comunale, non volendo più dare alcuna legittimità a tale stato di cose.

 

Sappiamo tutti, anche chi non ci ha votato, come il sistema di potere marcio che ha devastato Badolato (portando allo scioglimento per mafia e a un nuovo dissesto finanziario) sia ancora ben presente.
Lo sfacelo attuale dice già moltissimo ed è anch'esso sotto gli occhi di tutti. Tra pochi mesi si voterà e le solite cricche stanno già studiando listoni o accordicchi.
Sarebbe importante che la cittadinanza decidesse voltare le spalle, una volta per tutte, alle persone che hanno portato nel baratro la nostra Comunità e le sue istituzioni».

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