Caulonia, Ferro (Fdi): «L’antico borgo rischia di franare. S’intervenga»

La parlamentare di Fratelli d’Italia in una interrogazione al ministro dell’Ambiente: «Situazione già nota dal 2015 ma nulla è cambiato»

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di Redazione
29 ottobre 2020
08:00
FdI, Wanda Ferro
FdI, Wanda Ferro

«Il governo intervenga in merito alla condizione di grave e diffusa emergenza di dissesto idrogeologico del territorio calabrese e, in particolare, di Caulonia». È quanto chiede il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro in una interrogazione al ministro dell'Ambiente.

 

Nel testo la parlamentare evidenzia la necessità di «velocizzare la progettazione delle opere di prevenzione del rischio idreogeologico e garantire la messa in sicurezza preventiva del territorio, vigilando sulla corretta e tempestiva spesa da parte delle Regioni». Per Ferro «la problematica del dissesto idrogeologico riveste particolare gravità in Calabria, anche per la naturale conformazione geologica e geomorfologica della regione». L'ultimo allarme - sostiene - riguarda proprio Caulonia, nella Locride: «Una parte dell'antico borgo calabrese rischia di franare, nonostante la grave situazione fosse nota dal 2015. Già a marzo 2017 il prefetto competente aveva aperto un tavolo per valutare la situazione e per l'adozione di provvedimenti interdittivi delle aree a maggior rischio per la popolazione, e già in quell'occasione era emerso che la situazione di diffuso dissesto idrogeologico ed idraulico del territorio della provincia, duramente colpita dagli eventi alluvionali nel corso dell'anno 2015, si era ulteriormente aggravata».

 

Tuttavia «Dopo quasi quattro anni la situazione non è cambiata e ciò che non hanno fatto secoli di storia oggi rischia di farlo la prima pioggia importante, unitamente all'inerzia e all'inettitudine di quanti avrebbero potuto e dovuto intervenire per sanare la fragilità del territorio, tra interventi in ritardo e uno scellerato utilizzo delle risorse». Secondo la parlamentare di Fratelli d' Italia «la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici, le negligenze, gli allarmi inascoltati sulla necessità di investire in opere di difesa, prevenzione e sicurezza hanno il sapore dell'ennesima storia di sprechi e sperpero di denaro pubblico. Le tragedie degli ultimi anni, che hanno spesso causato la perdita di vite umane e ingenti danni economici, ci mettono davanti alla necessità di considerare la difesa del territorio come una priorità delle istituzioni, che non dovrebbe essere demandata, come purtroppo troppo spesso accade, ad interventi urgenti ed emergenziali».

 

«La fase di progettazione, come noto da tempo, è il punto debole della prevenzione del rischio idrogeologico: nel 2015 è stato istituito il Fondo Progettazione da 100 milioni di euro per progettare le opere necessarie a mitigare il rischio; nel 2017 il 90 per cento di tali opere era ancora da progettare e lo scorso 31 ottobre la Corte dei conti ha segnalato che del Fondo Progettazione era stato speso meno del 20 per cento. I problemi di dissesto – conclude Ferro - riguardano il 79 per cento del territorio nazionale, tanto che lo stesso Ministro Costa ha istituito una task force, per collaborare costantemente con le Regioni e affinché i progetti presentati diventino cantierabili».  

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